Paragone: Di Maio giocherà una nuova partita. Lega? Non li capisco

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Roma, 4 feb. (askanews) - "Non credo che Luigi Di Maio si sia dimesso per non fare nulla, credo che si sia dimesso per giocare di nuovo la sua partita. Il grande senso tattico di Luigi è quello di giocare nelle divisioni interne e poi presentarsi come elemento di sintesi. Anche se poi rischia di diventare una sintesi politica dentro un Movimento senza più elettori". Lo ha detto a Start, su Sky TG24 il senatore ex M5S Gianluigi Paragone.

Che rispetto a un suo riavvicinamento alla Lega dice: "Quando tutti mi piazzavano con la Lega ho sempre detto che la Lega ha un percorso che non capisco più. Dicono 'padroni a casa nostra' e poi quando c'era da decidere sull'imprenditore franco-indiano è stata dalla parte dell'unico padrone che vedo in giro all'Ilva, che è Mittal. Quando si trattava di decidere sull'Euro e sull'Europa hanno tirato fuori Mario Draghi come Presidente della Repubblica o Presidente del Consiglio, proprio Draghi che ha detto sempre che l'Euro è irreversibile, concetto su cui mi sembra ormai appiattito anche Salvini, e poi diceva anche che le riforme si faranno con il pilota automatico".

Di nuovo sul M5s: "Il Movimento non ha più nulla da dire. Se non revocano o annullano la concessione autostradale dei Benetton, il M5s non deve più uscire di casa. Gli elettori che si erano affidati al M5s qualora vedessero uno del Movimento devono spernacchiarlo, perché si meritano la peggiore vergogna".