Paragone a Di Maio: “Il traditore è colui che ha dilapidato consensi”

Paragone Di Maio

All’indomani del discorso con cui Luigi Di Maio si è dimesso da leader del Movimento Cinque Stelle, è arrivata anche la reazione del già espulso Gianluigi Paragone. Secondo l’ex M5S le dimissioni sarebbero già dovute arrivare tempo prima, ovvero quando la piattaforma Rousseau votò per presentarsi alle Regionali smentendo così, a suo dire, l’idea di capo politico.

Gianluigi Paragone su Luigi Di Maio

Secondo Paragone il fatto che Di Maio si sia dimesso ora non gli impedirà di vedersi scaricare su di lui la sconfitta alle elezioni regionali di domenica 26 gennaio 2020. Ha poi affermato che la crisi di Di Maio non è altro che lo specchio della crisi del Movimento stesso. Il 33% ottenuto alle politiche del 4 marzo 2018 non tornerà più perché secondo lui non c’è più un’offerta politica capace di illuminare le ingiustizie che il riformismo neoliberista ha generato. “Quelle contro cui si scagliò il Movimento erano il prodotto di una stagione dominata dal Pd, che invece ora fa da fratello maggiore“, ha spiegato. Il responsabile di tutto ciò e della dilapidazione dei consensi per lui è solo uno ed è Luigi Di Maio, accusato di aver spento una speranza a milioni di elettori e tradito il suo mandato.

Dimostrazioni di ciò è, per esempio, il voto a Ursula Von Der Leyen che a suo dire ha dimostrato l’adesione del M5S all’europeismo, dato che i big della Commissione sono riconducibili a quella allora presieduta da Juncker. Ma anche le rassicurazioni sul governo, che rafforzano il ruolo di Giuseppe Conte e “raffredderanno le campagne circa la revoca/annullamento delle concessione ai Benetton“.

Infine una conclusione che sintetizza ciò che per lui è diventata la sua ex forza politica: “Per farla breve il futuro del Movimento 5 stelle sta in quel mondo che il Movimento contestava in passato. Finché dura. (Ma non dura…)“.