Parapini: "Giovani al centro di Rai per il Sociale, si rischia scontro tra chi ha e chi non ha"

·5 minuto per la lettura

"La nostra direzione e tutta l’azienda hanno ben chiaro il tema e la consapevolezza che senza delle nuove generazioni sane, inclusive, solidali e in pace con il mondo, il futuro dell’umanità corre il rischio di uno scontro tra chi ha e chi non ha e a pesare non saranno solo i soldi e il potere ma anche la potenza e la forza del grido di dolore degli ultimi e degli emarginati”. Lo ha scandito il direttore di Rai per il Sociale Giovanni Parapini intervenendo alla conferenza stampa organizzata dalla Rai per presentare le proprie iniziative editoriali e la campagna di comunicazione dedicata al 30° anniversario della ratifica della Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza.

Una consapevolezza, quella di Parapini, alla base della quale si individuano le priorità della Direzione che "cura la messa in onda degli spot di comunicazione istituzionale che arrivano dal Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio", come quello mostrato oggi in conferenza stampa per celebrare il 30esimo anniversario della ratifica della Convenzione Onu. "Uno dei tanti modi in cui - ha osservato il direttore - il Servizio Pubblico vuole assolvere alla sua funzione. Questi promo hanno, infatti - ha evidenziato Parapini -collocazioni che i pubblicitari considerano ‘pregiate’ perché passano con una frequenza e in fasce orarie più che interessanti del palinsesto delle reti tv e radio della Rai". Una via attraverso la quale, quindi, "messaggi di forte rilievo sociale giungono diretti al grande pubblico".

E non a caso "il tema della condizione dei giovani e giovanissimi è uno di quelli costitutivi" dell’impegno di Rai per il Social e. "Siamo tra coloro che, quando sentono parlare di Recovery Plan, preferiscono ricordare che il nome proprio del grande progetto di intervento europeo è Next Generation Eu – ha tenuto a sottolineare Parapini - La rispondenza ai bisogni delle nuove generazioni è il vero metro sul quale giudicare non solo la serietà degli interventi politico-istituzionali, ma anche, per quanto è di nostra responsabilità, il significato e l’essenza stessa del Servizio Pubblico italiano".

"Le iniziative di Rai per il Sociale che hanno messo al centro l’infanzia in quest’ultimo anno che la pandemia ha reso pesantissimo per tutti, ma per i piccoli ancora di più è duro e confortante al tempo stesso. Duro perché - ha rilevato Parapini - dà il segno di un’emergenza vera, di una crisi che ha allargato le aree di diseguaglianza e di povertà, economica educativa e in molti casi sanitaria, che ha approfondito i divari, che ha reso più aspre le differenze e le ingiustizie sociali. Però anche confortante, perché non c’è stato mese in cui sia mancato il tema dell’aiuto all’infanzia tra quelli delle raccolte fondi che ogni settimana la Rai mette in onda per conto del Terzo Settore italiano, dalla Fondazione Albero della Vita a Terre des Hommes Italia; da Save The Children a Unicef; da Bambini senza Sbarre (per i figli di chi è in carcere) all’Unhcr (per i piccoli sfollati) al CIR (per i minori stranieri non accompagnati)".

"E non c’è stato soltanto l’esplicito appello alla generosità dei cittadini, chiamati a donare attraverso il ricorso ai numeri solidali pubblicizzati nelle trasmissioni. Di interventi a favore dell’infanzia si è parlato anche - ha ricordato Parapini - negli spazi che reti e testate giornalistiche riservano alle iniziative che chiamiamo di 'sensibilizzazione': che si trattasse di prodotti pediatrici (il lavoro della Fondazione Rava); di impegno per la sicurezza nell’uso della Rete (la campagna del Movimento Etico Digitale);,oppure dei problemi demografici che affliggono il nostro Paese (come ci hanno ricordato in questi giorni gli Stati Generali della Natalità). Cito queste sigle per dar conto di uno sforzo enorme che la Rai mette in campo ogni giorno e da settembre 2020 è documentato dalla pubblicazione del Progress Sociale sul sito www.rai.it.

"Possiamo fare di più? - si chiede il direttore di Rai per il Sociale - "Lo abbiamo detto in altre occasioni, certamente sì. Vale anche per noi, come per il Paese del quale siamo cittadini, la considerazione che ancora molto, moltissimo resta da fare. Del resto questa Direzione è nata perché il Servizio Pubblico vuole mettere come priorità della sua iniziativa il tema delle disuguaglianze. E quelle che colpiscono giovani e giovanissimi sono sicuramente tra le più gravi".

"Non è un caso, dunque, se guardando agli impegni in cantiere per le prossime settimane vi sono già tre progetti straordinari - ha annunciato Parapini - che sono legati precisamente dal filo dell’infanzia e dell’adolescenza: ai primi di giugno daremo il via, con Save The Children e La Fondazione di Cassa Depositi e Prestiti e in collaborazione con la Tgr, a YouTheFuture, per incontrare ragazzi e ragazze che vivono nelle periferie disagiate. A metà mese saremo in Toscana, alla periferia di Firenze, insieme ad Oxfam, per un’iniziativa dedicata al tema drammatico della povertà educativa e significativamente intitolata - nella terra di don Milani - I Care, ‘mi sta a cuore’'.

E sempre quest'estate, ha anticipato Parapini, "ci sarà una campagna di sensibilizzazione in favore di Sos - Villaggi dei Bambini, che opera a sostegno di piccoli in situazioni familiari particolarmente difficili collegata alle olimpiadi e paralimpiadi. Temi e soggetti che torneranno, a inizio luglio, nel Festival che Rai per il Sociale ha organizzato a Spoleto. Il tema centrale sarà quello della sostenibilità, ma non c’è sviluppo che possa essere considerato sostenibile se continua a lasciare indietro i più piccoli o - ha riflettuto Parapini - se continua a mandar fuori d’Italia, fratelli e sorelle maggiori".