Parente (Iv): reddito di cittadinanza va rivisto

Pol/Luc

Roma, 14 gen. (askanews) - "Decreto dignità e reddito di cittadinanza vanno radicalmente trasformati perché non aiutano né i più deboli sul mercato del lavoro e né le aziende". Così in una nota la senatrice di Italia Viva Annamaria Parente. "Meno male - prosegue - che se ne accorge anche il Pd ed è lo stesso Tridico ad ammettere che il sussidio non crea posti di lavoro: noi lo diciamo da tempo, meglio due misure, una per l'inclusione sociale ed una per la formazione ed il lavoro".

"Sul decreto dignità - ricorda Parente - ho presentato già nel giugno 2019 una proposta di modifica per individuare specifiche causali sul contratto a tempo determinato oltre i dodici mesi. Altrimenti si può prevedere, come fa oggi Assolavoro, che nel 2020 perderanno il lavoro 25 mila persone, quelle meno specializzate e più sostituibili, per le quali le aziende non prevedono assunzioni a causa della norma capestro sulle causali, operando così un turnover della manodopera. Alla maggioranza propongo: ricominciamo da quella proposta. Il reddito di cittadinanza non sta funzionando e, per com'è impostato, non è equo nei confronti dei più bisognosi. Va abolito il requisito della residenza dei 10 anni per gli extracomunitari, prima che esso venga dichiarato incostituzionale, come sono da integrare gli aiuti ai senza fissa dimora e va assolutamente innalzato il massimale familiare perché non sostiene le famiglie con più figli. Quanto al legame con la ricerca di lavoro: è una pagina tutta da riscrivere se su 2,5 milioni di beneficiari gli occupabili sono soltanto 740 mila. Fa piacere che finalmente anche il Pd proponga una discussione su queste due misure inique e sbagliate. Sono certa che anche i 5 stelle si renderanno conto della necessità di una profonda trasformazione di tali politiche: apriamo subito un tavolo di confronto al ministero del lavoro".