I parenti delle vittime di Sandy Hook potranno fare causa ai produttori d'armi

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito i sopravvissuti e i parenti delle vittime della strage alla scuola elementare Sandy Hook potranno fare causa ai produttori di armi che vendettero il fucile d'assalto al killer.

Con una sentenza storica e un voto di 4 a 3, i giudici hanno rigettato l'appello della Remington Arms secondo cui l'azienda dovrebbe essere protetta da una legge federale del 2005 che vietava cause ai produttori quando le loro armi venivano usate per compiere delitti.

Nella strage alla scuola elementare nel Connecticut, avvenuta il 14 dicembre 2012, morirono ventisei persone: venti bambini tra i 5 e i 6 anni, e sei educatori. Il killer, Adam Lanza, aveva 20 anni. Nei mesi precedenti il massacro, ad Adam era stato diagnosticato un disturbo maniaco compulsivo e ansia. Prima di dirigersi a scuola per compiere il massacro, aveva ucciso la madre. Poi, una volta accerchiato dalla polizia, si era tolto la vita.

Secondo i giudici della Corte la Remington non avrebbe mai dovuto mettere in vendita un'arma così pericolosa come la Bushmaster Ar-15, e farlo puntando proprio sui giovani, obiettivo di una campagna pubblicitaria che aveva visto, tra l'altro, il fucile d'assalto inserito in video games violenti. Il pronunciamento della Corte Suprema potrebbe dare il via a nuove cause di risarcimento danni da parte dei familiari di decine di stragi di massa avvenute negli Stati Uniti.