I pareri degli esperti sul contagio in Sardegna sono "orali e non vincolanti"

Roberta Secci
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AGI -  "Il Comitato tecnico scientifico non rende pareri obbligatori né vincolanti, ma fornisce un contributo conoscitivo, sotto il profilo scientifico, a supporto delle decisioni del presidente, al quale è demandata la facoltà di interpello ogni qualvolta lo ritenga necessario".

È la presidenza della Regione Sardegna, tramite la direttrice generale Silvia Curto, a chiarire il 5 maggio scorso il 'peso' dei pareri dei quattro esperti nominati dal presidente Christian Solinas il 1 aprile scorso come consulenti (a titolo gratuito) nella scelta delle misure anti-Covid.

Il chiarimento arrivava in risposta a una richiesta di accesso agli atti, inviata il 16 aprile precedente e reiterata ai primi del mese successivo, con cui il consigliere regionale dei Progressisti Francesco Agus chiedeva copia della delibera di nomina del Comitato e dei pareri dei professori cui si faceva riferimento nelle ordinanze regionali adottate durante il lockdown. Non solo: la presidenza precisava che i pareri potevano essere forniti in forma orale, com'era avvenuto per l'ordinanza del 14 aprile scorso sulla riapertura di alcune attività commerciali, considerato che gli incontri avvenivano in videoconferenza.

E dopo la bufera sull'ordinanza 38 dell'11 agosto scorso sulla contestata riapertura delle discoteche in Sardegna a Ferragosto, oggi una nota dell'Ufficio stampa della Regione precisa che l'email del 6 agosto scorso col parere contrario del Comitato, citata da Repubblica.it non si riferiva a quel provvedimento bensì  "a una bozza di linee guida regionali per il settore delle discoteche, mai adottate".

Il 'mistero' del parere sulle discoteche

Facciamo un passo indietro di un paio di mesi. A un'istanza di accesso agli atti presentata sempre da Agus l'8 giugno, il 26 di quel mese la segretaria particolare del presidente, Veronica Vacca, rispondeva inviando copia di tre pareri, stavolta scritti, del Comitato rilasciati il 13 maggio, il 17 maggio e il 2 giugno. Un'ultima pec alla presidenza della Regione, spedita il 12 agosto scorso, rimane, tuttora, senza risposta: quella con cui Agus chiedeva copia del parere a sostegno dell'ordinanza 38 dell'11 agosto sulla riapertura delle discoteche, finita al centro di un servizio di 'Report', che ha evidenziato pressioni sui politici da parte dei gestori di alcuni locali, e ora di un'inchiesta della procura di Cagliari che potrebbe procedere per epidemia colposa.

"Su quali basi la Giunta l'ha consentita?", chiedeva ancora ai primi di ottobre il consigliere dei Progressisti a proposito del disco verde ai locali da ballo, seppure con qualche prescrizione. "Ci piacerebbe tanto saperlo, considerato quello che è successo subito dopo, quando alcune tra le serate organizzate a Ferragosto sono diventate i principali centri di diffusione del contagio in Europa. Era prevedibile? Nell'ordinanza n.38 che ha permesso la riapertura si cita espressamente il 'parere del Comitato Tecnico Scientifico acquisito in data odierna'. Però, questo documento non si trova. O non esiste". La Regione avrebbe dovuto rispondere alla richiesta di accesso agli atti entro 30 giorni dal 12 agosto scorso.

La difesa della presidenza della Regione

Oggi 'Repubblica.it' riferisce di un parere contrario alla riapertura delle discoteche inviato via e-mail il 6 agosto scorso dal Comitato, che nel frattempo ha cambiato composizione rispetto alla delibera di nomina: dimessosi quasi subito Luca Pani, psichiatra ed esperto di farmacologia, al genetista Francesco Cucca, all'infettivologo Stefano Vella e al virologo Pietro Cappuccinelli si è aggiunto l'epidemiologo Giovanni Sotgiu. Intanto, è stata lanciata una petizione on line sulla piattaforma change.org, per chiedere al presidente Solinas di rendere pubblico il parere del Comitato citato nell'ordinanza 38 dell'11 agosto scorso.

Ancora la Regione non lo fa e nella nota di precisazione di oggi  ribadisce che quel provvedimento è stato assunto "in condizioni di curva epidemiologica prossima allo zero". L'ordinanza - si legge nel comunicato - "ha seguito un differente iter procedimentale, che ha comunque previsto prescrizioni più stringenti rispetto alle linee guida nazionali e coerenti con le osservazioni espresse dal comitato tecnico scientifico regionale".  "Spiace dover constatare che alcune imprecisioni nel riportare i fatti", conclude la nota, "paiano tutte coordinate a realizzare un medesimo disegno, orientato a supportare le ricostruzioni strumentali e faziose di una parte politica, e che continuano ad alimentare un clima d'odio inutile in un contesto di emergenza quale quello attuale".