Parigi: "Più indipendenza. L'Europa impari dalla crisi dei sottomarini"

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Il caso non è chiuso e mostra anzi che l'Europa deve andare avanti da sola. Sul naufragio del contratto per la fornitura dei sottomarini all'Australia, Parigi dice di attendere ancora chiarimenti da Londra. Una ferita aperta che, malgrado telefonate e rassicurazioni di Joe Biden e Boris Johnson, inducono la Francia a rimettere in discussione anche i rapporti in seno alla NATO.

Parigi alla NATO: "Essere alleati non basta. Bisogna essere buoni alleati"

Portavoce del persistente malessere transalpino è la Ministra della difesa francese Florence Parly, a Stoccolma per una riunione dell'Iniziativa Europea d'Intervento, alleanza militare fra 13 paesi del Vecchio continente. "In seno alla Nato bisogna migliorare il dialogo - il succo del suo messaggio -. Essere alleati non basta. Bisogna essere buoni alleati". Poi una stoccata anche allo scarso coordinamento di cui avrebbero fatto prova per l'occasione i paesi UE e una strigliata al Regno Unito: "Un partner europeo e un alleato - ha ancora detto Parly - da cui ci attendiamo chiarimenti". "Quanto accaduto - ha poi concluso - ci conferma che l'Europa deve fare prova di indipendenza. Agire per sé e nell'interesse dei suoi cittadini".

Parigi-Londra: riconciliazione a metà

Parole che sembrano smarcarsi dai toni concilianti con cui l'Eliseo aveva questo venerdì annunciato la comune volontà di Londra e Parigi di rilanciare la loro "stretta collaborazione nel mondo". Prove tecniche di distensione, che alla vigilia erano anche passate da una telefonata tra Macron e Biden, che aveva indotto la Francia a rimandare negli Stati Uniti il proprio ambasciatore che aveva richiamato.

L'Australia: "Avevamo informato Macron dei nostri dubbi"

All'escalation di accuse da parte francese, l'Australia aveva replicato negli scorsi giorni, sostenendo che Parigi fosse da tempo al corrente delle sue riserve, in merito al contratto di fornitura di sottomarini, firmato nel 2016. "Già a giugno le avevamo comunicate al presidente Macron - aveva detto il premier Scott Morrison -. Disponevano di tutti gli elementi per comprendere che avevamo seri dubbi sul fatto che i loro sottomarini potessero rispondere ai nostri interessi strategici".

Parigi: "Con i nostri ex-parner rapporti difficili. La crisi è ora profonda"

Discordante l'interpretazione del Quai d'Orsay, che poco prima aveva denunciato "menzogne, duplicità e fiducia tradita". "Ci sono state menzogne, c'è stata doppiezza, c'è stato un importante tradimento della fiducia, c'è stato disprezzo - ha detto il Ministro degli esteri francese Jean Yves Le Drian, ospite lo scorso sabato del telegiornale della tv pubblica France 2 -. Quindi no, i nostri rapporti non vanno bene, non vanno affatto bene. E sì, c'è una crisi. C'è anzitutto un aspetto simbolico: abbiamo richiamato i nostri ambasciatori per cercare di comprendere, ma anche per mostrare ai paesi che erano nostri partner il nostro forte malcontento. Che la crisi è profonda".

56 miliardi per 12 sottomarini: in fumo il "contratto del secolo"

Celebrato dall'industria francese come "contratto del secolo" - e di un valore, oggi, di 56 miliardi di euro - il contratto firmato nel 2016 prevedeva la fornitura di 12 sottomarini prodotti dal Naval Group di Cherbourg, che ora intende chiedere "compensanzioni "importanti" a Canberra.

Sono 650 i lavoratori che lavoravano al progetto nei cantieri francesi del gruppo, per cui rappresentava il 10% del volume d'affari.

"L'impatto sarà imporante ma non rimetterà in questione la nostra sopravvivenza", il commento dell'azienda alle agenzie di stampa francesi.

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