Parisi: "Casi aumentano del 30% a settimana"

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Parisi terza ondata
Parisi terza ondata

Il fisico e presidente dell’Accademia nazionale dei Lincei Giorgio Parisi si è detto preoccupato per la terza ondata in corso (da lui così definita perché dalla seconda la differenzia la presenza delle varianti) e timoroso per la quarta che a suo dire potrebbe arrivare il prossimo inverno.

Parisi sulla terza ondata

Intervistato dal Corriere della Sera, l’esperto ha spiegato che la mutazione inglese ha una contagiosità superiore del 50% e una letalità più alta del 30%: se le misure si mantenessero costanti vorrebbe dire che i casi raddoppierebbero in poco meno di due settimane. Quanto alla possibilità che si torni a contare 40 mila contagi al giorno come accaduto in autunno, ha affermato che lo si potrà vedere tra una decina di giorni.

Ultimamente abbiamo visto un incremento del 30% a settimana, vuol dire un raddoppio dei casi in due settimane e il quadruplo in un mese: dai 13 mila di ieri si può passare a 50 mila casi“, ha dichiarato. Il timore è che oltre alle positività possano aumentare anche i decessi. Una modalità per ridurre questa circostanza sarebbe quella di ritardare la risalita della curva vaccinando speditamente la popolazione anziana.

Quanto al possibile picco di questa ondata, Parisi ha spiegato che è difficile fare una stima. Se si decidesse di istituire il lockdown totale per 15 giorni, secondo lui il massimo de casi si raggiungerebbe tra 8-10 giorni. Ma dato che non si può fare una chiusura forte, tutto dipenderà dall’efficacia delle misure locali. Restrizioni che a suo dire dovevano essere istituite prima: “Se avessimo monitorato meglio la diffusione della variante inglese un mese fa si poteva intervenire a quel tempo“.