Parla la transessuale che avrebbe preso parte ai festini perchè sotto ricatto

·2 minuto per la lettura
Carabinieri di Piacenza trans in caserma
Carabinieri di Piacenza trans in caserma

Come era facile pensare la vicenda dei carabinieri di Piacenza non sembra volersi sgonfiare, ma anzi, di giorno in giorno, si arricchisce di particolari ancora più sconcertanti. Nei festini a luci rosse organizzati in caserma nell’ufficio del comandante – negati dai carabinieri della Levante – ci sarebbe stata anche una trans, Francesca, che ha chiesto ai magistrati di essere ascoltata come persona offesa. Sarebbe stata picchiata, minacciata e obbligata ad avere rapporti all’interno della caserma perchè sotto ricatto.

Carabinieri di Piacenza la trans in caserma

Per la trans il responsabile sarebbe stato il maresciallo Marco Orlando che un anno e mezzo da le avrebbe detto: “Se non collabori ti fotto, ti rispedisco in Brasile. In un modo o nell’altro ti frego, ti faccio cacciare dall’Italia, tanto non hai neanche il passaporto”. Francesca ha fatto per molto tempo l’informatrice e ha permesso di arrestare molti spacciatori, ma poi non essendo protetta, è stata picchiata dagli stessi una volta tornati in libertà: “Mi hanno massacrata di botte – ha raccontato la trans all’Ansa – tante volte mi sono ritrovata in strada con la testa spaccata”.

Poi Francesca ha fornito anche la storia di un’altra trans, Nikita, e del suo ruolo per organizzare festini, alcuni de quali in caserma. “Nikita era la protetta di Orlando. Era a lei che si rivolgevano in caserma per avere in pugno le altre trans. Lei compresa. Il maresciallo diceva che dovevamo dargli lavoro, collaborare con lui se volevamo vivere sereni a Piacenza. Quando venivano a casa di Nikita facevamo i festini. Orlando pagava le prestazioni sessuali con la cocaina. Un altro carabiniere piccolino è venuto a casa mia con il mio fascicolo in mano e mi ha chiesto sesso gratis. In caserma – conclude Francesca – almeno 4 festini”.