Parla l'uomo che denunciò sui social il vigile che poi si è ucciso

Manuela d'Alessandro

"Grande dispiacere", ma anche la certezza che l'agente di polizia locale di Bergamo non si sia suicidato per l'episodio dell'auto lasciata in un posteggio riservato ai disabili, ma per "problemi personali". È questo lo stato d'animo di Giovanni Manzoni, presidente della sezione bergamasca dell'associazione nazionale mutilati e invalidi civili, che aveva fotografato e messo su Facebook l'auto della polizia locale lasciata in sosta vietata dall'uomo che si è tolto la vita.

"Ho saputo stamattina che è morto, avevo accettato pubblicamente le sue scuse e per me era finita lì - spiega Manzoni all'Agi -. Eravamo d'accordo di vederci in settimana per stringerci la mano e chiudere la questione. Domenica mattina avevo parlato col comandante dei vigili attraverso il quale si era scusato. Poi mi hanno chiamato tanti giornalisti e a tutti ho detto di lasciare perdere perché, dopo le scuse, non c'era più niente da dire. Domenica sera mi sono risentito col comandante e gli ho spiegato che, questa settimana, sarei stato a Roma martedì e mercoledì e poi sarei stato disponibile per un incontro".

Dal capo della polizia locale, Manzoni aveva saputo che l'agente, 44 anni, aveva dei "problemi personali", ricevendo l'invito a non infierire sull'episodio, cosa che il presidente dell'associazione si era impegnato a fare. "La questione del parcheggio - riflette - è stata la 'goccia', non ti vai a sparare per una cosa così, al massimo ti tirano dietro qualche insulto, ma basta. Aveva capito di avere sbagliato, forse anche per la segnaletica messa giù male".

Quella mattina, ricostruisce Manzoni, "eravamo intasati di segnalazioni su quel parcheggio disabili di fronte all'università. Erano stati chiamati i vigili di Bergamo per rimuovere l'auto, ma non era venuto nessuno perché erano tutti occupati. Se l'avessero rimossa forse non sarebbe successo, In media riceviamo due-tre segnalazioni al giorno, tanti non chiamano nemmeno più perché ormai la gente lascia perdere visto che poi non si muove nessuno a far rispettare il diritto al parcheggio perché dicono che non hanno pattuglie".

Resta il rammarico "per avere fatto una segnalazione di una persona che aveva dei problemi, ma non potevamo saperlo. La sua compagna ha chiamato in associazione, la sentiremo e le esprimeremo il nostro dispiacere".