Parlamentari Ue approvano certificato Covid, ma libertà movimento non garantita

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Un operatore sanitario prepara una dose del vaccino "Comirnaty" di Pfizer-BioNTech contro il Covid-19, presso un centro di vaccinazione a Nizza

BRUXELLES (Reuters) - I parlamentari Ue hanno approvato oggi la creazione di un certificato sul Covid 19 voluto sopratutto dai paesi del Sud per ravvivare il turismo estivo, ma la mossa potrebbe essere vanificata dalla differenza di regole per vaccinazione e test.

Il destino del progetto, che paesi dipendenti dal turismo come Spagna e Grecia sperano possa aiutare a far ripartire le loro economie, è legato a doppio filo con le ulteriori negoziazioni che si dovranno tenere tra parlamentari europei, Stati membri e Commissione Ue.

Il piano mira all'introduzione di un pass standard che consenta alle persone che siano state vaccinate o siano risultate negative al virus di viaggiare nei 27 paesi Ue, ma la sua applicazione è resa complicata dalle differenze tra i vari Stati membri per quel che riguarda obiettivi e approcci alle vaccinazioni e ai test.

Le differenze esistenti a livello nazionale sul riconoscimento del test degli anticorpi rispetto al tampone molecolare, difficoltà tecniche nella creazione di un portale comune europeo, timori relativi alla discriminazione degli individui non vaccinati e questioni di privacy rendono complessa la ricerca di una linea condivisa da tutti gli stati europei, dicono diversi diplomatici.

Di conseguenza, uno dei possibili risultati è un sistema in cui il certificato Covid rappresenterebbe solo un minimo comun denominatore, con ampi margini di libertà per i paesi nel decidere quali diritti concedere ai portatori di questo pass.

(Tradotto da Luca Fratangelo in redazione a Danzica, in redazione a Roma Francesca Piscioneri, luca.fratangelo@thomsonreuters.com, +48587696613)