Parlamento sciolto, ma non si ferma: ecco quali poteri gli restano ora

Parlamento sciolto, ma non si ferma: ecco quali poteri gli restano ora. Filippo Monteforte/Pool via REUTERS REFILE - CORRECTING MONTH
Parlamento sciolto, ma non si ferma: ecco quali poteri gli restano ora. Filippo Monteforte/Pool via REUTERS REFILE - CORRECTING MONTH

Giovedì 21 luglio è arrivata l'ufficializzazione dello scioglimento delle Camere, tramite la firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Le prossime elezioni che determineranno la nuova composizione di Camera e Senato avranno luogo il 25 settembre, ma è lecito chiedersi: fino ad allora quali saranno i poteri del Parlamento? Sia a Montecitorio che a Palazzo Madama infatti si continuerà a lavorare. In maniera però un po' diversa rispetto a quanto avvenuto finora.

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A fare il punto della situazione è 'Pagella Politica', che ha interrogato sul tema alcuni insigni costituzionalisti. Il primo è Alfonso Celotto, professore di Diritto costituzionale all'Università Roma Tre. "Il Parlamento è un organo permanente - ha ricordato il professore -. In questo periodo dovrà quindi rimanere in carica, per sbrigare gli affari correnti. La sua priorità sarà convertire in legge i Decreti varati dal Governo dimissionario".

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Più complicato esaminare progetti o disegni di legge, che a differenza dei decreti legge non presentano i caratteri di "necessità e urgenza". E infatti Celotto ha aggiunto: "Nessuna norma vieta al Parlamento sciolto di continuare a esaminare i progetti di legge attualmente in esame. Ma a stabilire il calendario dei lavori sono le conferenze dei capigruppo di Camera e Senato. E queste daranno la precedenza ai provvedimenti più urgenti".

Parlamento sciolto, ma non si ferma: ecco quali poteri gli restano ora. Alberto Pizzoli/Pool via REUTERS
Parlamento sciolto, ma non si ferma: ecco quali poteri gli restano ora. Alberto Pizzoli/Pool via REUTERS

Sono quindi diversi i provvedimenti su cui il Governo stava lavorando e che rischiano di non vedere più la luce. "Per un Parlamento ormai sciolto sarà molto difficile portare a termine l’esame del disegno di legge annuale sulla concorrenza, fondamentale per l'attuazione del Pnrr", ha spiegato Celotto. Per Mauro Volpi, professore di diritto costituzionale all'Università di Perugia, è pressoché certo che salteranno le leggi sulla riforma della cittadinanza e sulla parziale depenalizzazione della produzione di cannabis.

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"Il Parlamento sarà costretto a svolgere l'ordinaria amministrazione, perché una volta sciolto è di fatto delegittimato rispetto a un Parlamento nel pieno dei suoi poteri", ha aggiunto il professor Volpi sempre a 'Pagella Politica'. Non dimentichiamoci che l'Italia ha garantito all'Unione europea che entro il 31 dicembre 2022 dovrà portare a termine ben 55 obiettivi. Alla loro realizzazione è vincolata la prossima rata del Pnrr, che garantirebbe al nostro Paese ben 19 miliardi di euro. "Ma tutti gli atti di cui non è stato concluso l'esame decadono automaticamente a fine legislatura", ha spiegato Celotto.

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Fanno eccezione i decreti-legge in fase di conversione, le proposte di legge di iniziativa popolare e le leggi che il presidente della Repubblica ha rinviato al Parlamento. E forse proprio su questo lavoreranno Mattarella, il Governo dimissionario e le Camere nelle complicatissime settimane che ci dividono da settembre. La posta in palio è infatti fin troppo alta.

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