Parlamento Ue verso voto finale per investimenti in gas 'green' e nucleare

Panoramica del Parlamento europeo a Bruxelles

BRUXELLES (Reuters) - Il piano dell'Unione europea per etichettare gli investimenti in centrali elettriche a gas e nucleari come ecologicamente sostenibili si avvia al voto finale domani, quando i parlamentari decideranno se accettare o respingere le proposte che hanno diviso governi e investitori.

Il voto è l'ultimo ostacolo alla decisione dell'Unione europea, a lungo rinviata, di aggiungere le due fonti energetiche alla propria "tassonomia", un elenco che determina quali investimenti possano essere definiti in Europa come sostenibili.

Concepite per orientare i capitali privati verso progetti effettivamente 'green', le regole mirano a stabilire uno standard europeo per gli investimenti sostenibili e a eliminare il "greenwashing" tra la miriade di prodotti presunti 'eco-friendy' presenti sul mercato.

Tuttavia, il dibattito sugli investimenti che possono essere commercializzati come 'green' si è trasformato in una più ampia contrapposizione politica sui combustibili in cui l'Europa dovrebbe investire per combattere il cambiamento climatico e sostituire il gas russo.

I parlamentari europei discuteranno oggi le norme sul gas e sul nucleare e voteranno domani in una competizione sul filo di lana. La maggioranza dei 705 membri del Parlamento europeo dovrebbe votare contro la proposta per bloccarla.

Il deputato dei Verdi Bas Eickhout ha detto che la proposta Ue creerebbe incentivi artificiali per investire nell'energia nucleare e nel gas, un combustibile fossile, a discapito dell'energia rinnovabile necessaria per frenare rapidamente le emissioni di gas serra.

Christian Ehler, membro del Partito popolare europeo, ha affermato che l'impatto della tassonomia sui futuri investimenti non è ancora chiaro, ma ha detto che i severi limiti sulle emissioni di CO2 e altri criteri garantiranno il rispetto degli obiettivi climatici anche per gli investimenti in impianti a gas.

La bocciatura sarebbe un duro colpo per la Commissione europea, che ha impiegato più di un anno per riformulare le regole dopo le forti pressioni da parte dei governi e delle aziende del gas e del nucleare.

Bruxelles sostiene che le centrali elettriche a gas e nucleari devono soddisfare condizioni rigorose per ottenere l'etichetta 'green'.

I critici, tra cui anche i consulenti della Commissione, sostengono che le centrali a gas dovrebbero rispettare limiti di emissione molto più severi rispetto a quelli previsti dalla proposta della Commissione per allinearsi ai tagli drastici necessari per evitare gravi cambiamenti climatici.

La Commissione aveva incluso un limite di emissioni più basso in una prima proposta nel 2020, per poi modificarla dopo le proteste di alcuni dei 27 Stati membri del blocco.

Frans Timmermans, Commissario europeo per il clima, ha detto ieri che avrebbe deciso diversamente sulla tassonomia se fosse stata una sua scelta, ma che le norme riflettono le realtà politiche all'interno del blocco.

(Tradotto da Enrico Sciacovelli, editing Francesca Piscioneri)

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