Parlare due lingue rafforza il cervello e protegge dall'ictus

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Parlare due o più lingue significa avere un cervello più forte e pronto a reagire dopo un ictus. A stabilirlo è una ricerca indiana, che ha dimostrato che la conoscenza di due o più lingue differenti aiuta il cervello a rafforzare le connessioni sinaptiche, proteggendosi dall’ictus.

Lo studio è stato condotto da Suvarna Alladi nel National Institute of Mental Health and Neurosciences di Bangalore, e ha riguardato un campione di oltre 600 pazienti in recupero da ictus, di cui ha analizzato le performance. Dei pazienti, che sono stati seguiti per oltre due anni, 255 parlavano una sola lingua e 353 ne parlavano almeno due. Il risultato? I bilingue risultavano più protetti dal danno, rendendo lecito associare la conoscenza di due lingue, rendendolo più plastico.

Avere due lingue madri sembra rendere il cervello, insomma, più attivo in alcune aree, come se la corteccia cerebrale svolgesse un maggior numero di funzioni nel passare da una lingua all’altra. Nei bilingue, infatti, la scelta delle parole avviene in base al contesto, e il cervello è sempre allenato a sviluppare strategie e percorsi alternativi. Così l’allenamento rafforza il sistema nervoso centrale, e lo “prepara” a una risposta più pronta nel caso di danni.

Il bilinguismo sembra preparare d'altra parte a quella che possiamo definire una “riserva cognitiva”: se le abilità di un’area sono danneggiate, ad esempio a causa di un ictus, il cervello utilizza la riserva per proseguire nelle sue funzioni. Il cosiddetto “vantaggio dei bilingue”, non a caso, è associabile anche a un ritardo nella comparsa dei sintomi nel caso dell’Alzheimer.

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