Parma, operaio muore in ditta mangimi

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Ancora un incidente mortale sul lavoro. A perdere la vita un operaio di una ditta di mangimi a Sorbolo in provincia di Parma, schiacciato da un carico di diversi quintali.

"Si tratta del terzo incidente mortale sul lavoro in meno di tre giorni - scrivono in una nota congiunta i segretari della Flai Cgil nazionale Sara Palazzoli e Andrea Gambillara - In attesa di conoscere la dinamica di questo infortunio, non possiamo non denunciare lo stillicidio quotidiano di lavoratori che perdono la vita per sul posto di lavoro. Li chiamano incidenti, ma non vi è nulla di accidentale, vi è semmai la mancanza di controlli, il non rispetto delle norme e leggi vigenti, poca attenzione a prevenzione e sicurezza”.

“Lo slogan del 1 maggio era l’Italia siCura con il lavoro e noi chiediamo un lavoro sicuro, perché la sicurezza sul lavoro non è un costo, non è una voce dove si può tagliare o risparmiare; anche l’emergenza pandemica lo ha evidenziato in tutta la sua forza", proseguono. "Sicurezza sul lavoro significa diritti per chi lavora, garanzie per chi consuma, tutele per tutti. Sicurezza sul lavoro significa che nessun Rls può essere licenziato perché fa il proprio dovere. Oggi ci stringiamo ai familiari e colleghi del giovane operaio ma vogliamo dire basta”, concludono i sindacalisti.

“L’ennesima tragedia sul lavoro, accaduta in un’azienda di Sorbolo, Parma, si è portata via un lavoratore di 37 anni emigrato dalla Basilicata in cerca di un futuro migliore - scrive sulla pagina Facebook della Fai Cisl il segretario generale Onofrio Rota - In attesa di accertamenti sull’accaduto, in questo momento rimangono il profondo cordoglio e la rabbia per un bollettino di guerra inaccettabile. Ci stringiamo attorno ai suoi famigliari e a tutti i colleghi, e ribadiamo che vanno applicate tutte le norme di sicurezza e vanno garantite prevenzione e formazione per tutti i lavoratori. Tra le lezioni che abbiamo appreso dalla pandemia, una è proprio quella che ci spinge ad assicurare sempre e comunque salute e sicurezza in tutti luoghi di lavoro, perché il lavoro è vita e non può essere il luogo dove si va a morire”.

“Ancora una volta questa tragedia richiama istituzioni, imprese e parti sociali a esercitare la massima pressione in tutte le sedi per realizzare relazioni sindacali più partecipate, che restituiscano dignità alle persone e al lavoro valorizzando le leve della rappresentanza, della bilateralità, della contrattazione nazionale e decentrata”, conclude.

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