Parmigiano, i veri danni del terremoto

La gara di solidarietà dei consumatori potrebbe essere vanificata dalla gestione del post terremoto, filiera in crisi nel modenese.

I consumatori hanno risposto al meglio e continuano a farlo, ma potrebbe non bastare. Le aziende che producono Parmigiano Reggiano e Grana Padano colpite dal terremoto rischiano di chiudere, nonostante in tanti si siano affrettati ad acquistare il formaggio danneggiato dal sisma. Le fotografie delle enormi scaffalature piene di forme di Parmigiano crollate sono state uno dei simboli del terremoto che ha colpito l'Emilia Romagna il 20 e il 29 maggio 2012. Nella loro drammaticità riassumevano perfettamente i danni causati dal sisma in una delle zone italiane più ricche, più produttive e che più si distingue per le sue eccellenze alimentari.

I danni provocati direttamente dal terremoto sulla produzione già avviata sono però il minore dei problemi. Le stime che quantificano la cifra sono diverse (c'è chi parla di 80 milioni di euro, chi di 150), ma che ad essere stata compromessa sia appena il 10% della produzione annua è un dato confortante e mai smentito. La questione inizia a diventare un'altra: il rischio è quello di una paralisi della filiera che potrebbe provocare le conseguenze devastanti che nemmeno il sisma è riuscito a determinare.

Nel modenese circa il 20% dei caseifici (si tratta di un 80ina di aziende) non riesce ancora a tornare al lavoro. Molte stalle sono crollate, gli animali sopravvissuti sono traumatizzati per dall'evento e dal cambio di ambiente e non producono più la stessa quantità di latte mettendo in ginocchio i produttori di formaggio. Non è infrequente il fenomeno della fuga degli immigrati extracomunitari (indiano Sikh, nella maggior parte dei casi) spaventati dal terremoto che decidono di cercare fortuna altrove.

In questo modo gli allevatori si trovano senza personale, senza strutture, con capi di bestiame non più in grado di garantire la produzione di latte necessaria e tenere le aziende sopra il punto di pareggio. Sarebbe necessaria velocità nella gestione del post sisma, una rapida rimozione delle macerie e la possibilità di ricostruire rapidamente (e con tutti gli aiuti necessari) le strutture danneggiate, ma qui iniziano i problemi: la burocrazia italiana, anche quella dell'efficiente Emilia Romagna, rischia di non essere sufficientemente veloce per salvare tante aziende.

Yahoo! Notizie - Il parmigiano terremotato

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