Parmitano comandante dell'Iss, askanews visita il suo reparto AM

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Pratica di Mare, 02 ott. (askanews) - L'astronauta Esa Luca Parmitano è il primo italiano ad assumere il comando della Stazione spaziale internazionale. Un privilegio toccato finora solo ad altri due europei: il belga Frank de Winne nel 2009 e il tedesco Alexander Gerst, nel 2018.

"Sarò responsabile in primis della sicurezza dell'equipaggio e della Stazione - aveva spiegato in collegamento con i giornalisti nel corso della sua prima inflight call - dopodiché mi occuperò del successo della missione, quindi di portare a termine tutto il programma scientifico e di manutenzione, tramite la comunicazione con l'equipaggio a bordo e quello di terra".

Un "facilitatore" si è auto-definito Parmitano parlando del suo ruolo da comandante, un "primus inter pares". Siciliano di Catania, 43 anni compiuti in orbita il 27 settembre 2019, sposato e papà di due bimbe, il colonnello Luca Parmitano, alla sua seconda missione spaziale di lunga durata dopo "Volare dell'Asi" nel 2013, prima di diventare astronauta Esa nel 2009 è stato un pilota di linee aerotattiche dell'Aeronautica militare e un collaudatore al Reparto sperimentale volo (Rsv) di Pratica di mare (alle porte di Roma) attualmente al comando del colonnello Luciano Ippoliti, uno dei reparti d'eccellenza della Difesa italiana che askanews ha potuto visitare. "Il suo compito principale - ha spiegato Ippoliti - è quello di sperimentare e autorizzare all'impiego nuovi equipaggiamenti e nuovi velivoli a favore non solo della Forza armata ma di tutte le Forze armate italiane e i Corpi armati dello Stato".

'Primus inter pares' è il motto del 311esimo Gruppo volo del Reparto sperimentale volo. È da questo reparto, infatti, che provengono 3 dei 7 astronauti italiani. Come Parmitano volavano qui anche Maurizio Cheli e Roberto Vittori. Anche Samantha Cristoforetti è un pilota militare ma volava sugli Amx di Istrana (Tv).

"Il lavoro di un pilota della Sperimentale è molto vario e una giornata tipo non esiste - ha spiegato il capitano Luca Guasti, giovane pilota sperimentatore dell'Rsv - questo perché non svolgiamo un insieme di missioni abbastanza tipico o ripetitivo come potrebbe succedere in un reparto dove i tipi di volo sono diversi ma il velivolo è sempre lo stesso. Una peculiarità del nostro reparto è avere quella curiosità in più che permette di approcciare ogni singolo test con la giusta umiltà e la voglia di conoscere qualcosa di nuovo".

E forse è stata proprio questa curiosità di scoprire e andare "oltre" che ha portato Luca tra le stelle.

"Noi diciamo sempre che l'Icaro, una volta portato sul petto è una roba che resta stampato anche sulla pelle delle persone e questo legame si porterà per sempre - ha concluso Ippoliti - e sono sicuro che anche ora, sulla Stazione orbitante, Luca ha impresso nella sua mente e nel suo cuore l'Icaro del reparto sperimentale volo".