Parole scritte a marzo, per bloccare la pandemia in 20 giorni

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Conte e Speranza
Conte e Speranza

A marzo, quando è iniziata l’epidemia di Coronavirus, alcuni ricercatori hanno scritto una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al ministro della Salute Roberto Speranza, perché un’alternativa al lockdown era possibile. Hanno spiegato come riuscire a fermare l’epidemia in venti giorni, ma il Governo ha completamente ignorato la lettera.

La lettera dei ricercatori

I ricercatori italiani del Cnr, dell’Istituto di fisica nucleare, dell’Università di Camerino e di Rimass, il Rome International Center for Materials science, avevano scritto subito al Governo, in quanto erano riusciti a delineare un sistema alternativo al lockdown per il contenimento della diffusione del virus. Gli scienziati hanno valutato, studiando l’evoluzione temporale dei casi di Covid-19 in diversi Paesi, che l’epidemia si poteva fermare in Italia in soli 20 giorni, facendo test veloci, usando tecnologie di tracciamento dei contatti con il cellulare e isolare anche dalla famiglia le persone contagiose. La lettera è firmata dai professori Antonio Bianconi, Augusto Marcelli, Gaetano Campi, Andrea Perali, Gianpietro Ravagnan e Andrea Crisanti, ed ora è stata pubblicata in esclusiva sul sito www.lettera150.it.

Bisogna seguire l’esperienza di Paesi democratici quali Corea, Giappone, Taiwan, Nuova Zelanda che hanno utilizzato test di massa, tracciabilità ed isolamento dei contagiati fuori dai contesti familiari” ha spiegato Gianpietro Ravagnan, professore ordinario di Microbiologia all’Università Cà Foscari di Venezia. “É evidente che oggi i nuclei familiari sono il luogo per eccellenza della diffusione della patologia da Covid-19. Le famiglie sono spesso impossibilitate sia a gestire il contagiato sia ad evitare cluster familiari che diventano poi talvolta di condominio. Il fattore di riproduzione può essere invece abbattuto in tempi brevi ospitando i soggetti nei Covid hotel in condizioni di quarantena assistita, con costi ridotti rispetto a quelli di un eventuale ricovero ospedaliero” ha aggiunto il professore. “Ancora una volta il governo non ha ascoltato gli scienziati e alla fine, dopo aver perso mesi preziosi tra la prima e la seconda ondata, ha dovuto imboccare la strada arcaica del lockdown” ha commentato Giuseppe Valditara, coordinatore di Lettera 150, sottolineando che “il documento sul metodo CfmT dimostra analiticamente che altre soluzioni erano e sono possibili“.