Parrini (Pd): Salvini ministro del tradimento, Conte evasivo

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Roma, 24 lug. (askanews) - "Siamo di fronte alla manomissione della credibilità del Paese, alla compromissione della sua collocazione internazionale. Le parole del presidente Conte erano fatte per rassicurarci ma non ci hanno rassicurato per niente. Nè ci rassicura che lei dica 'garantisco io'. Lei dirige l'attività di governo, se un ministro non fa il suo dovere lei non è in grado di garantire un bel niente. E c'è un ministro in fuga dai 49 milioni, da Siri, dai processi, dalle mie interrogazioni, è un ministro in fuga da tutto. E' il ministro della fuga e del tradimento perchè fuggendo così dai suoi doveri ha tadito i suoi doveri e le istituzioni di questo". Così Dario Parrini, che per il Pd è intervenuto nell'Aula del Senato dopo l'informativa del premier Conte sul caso Russia-Lega.

A giudizio di Parrini, da Conte sono arrivate "parole evasive: lei ha evitato di rispondere alle quattro questioni che pesano coem macigni e che aleggiano intorno allo scandalo iinternazionale e che il ministro dell'Interno si compiace di definire un coumulo di fantasie. Fantasie per niente". Laprimadomanda: "Lei trova normale che Savoini fosse presente alla cena con Putin? Le hanno fatto dire che l'apertura dell'inchiesta è stata successiva alla cena, ma Savoini era al centro di un'inchiesta giornalistica non smentita da mesi, dal 24 febbraio era un personaggio discutibile, ed è stato presente alla cena con Putin". Seconda questione: "Lei trova normale che a provocare la presenza di Savoini sia stato Claudio D'Amico, consigliere strategico di Salvini e socio d'affari di Savoini? D'Amico è pagato dai contribuenti italiani con 65 euro di stipendio l'anno. E lei oggi avrebbe dovuto dirci che non merita di stare un secondo di più nel suo incarico, ma non ce l'ha detto perchè forse è meno libero di quel che dice".

Terza domanda di Parrini a Conte: "Lei ritiene normale che il ministro dell'Interno abbia mentito agli italiani sulla sua consapevolezza di quale fosse il ruolo di Saovini nella missione di ottobre? Lei su questo non ci ha detto niente". Quarta domanda: "Il ministro dell'Interno e vice premier non è stato in grado di smentire di aver incontrato di nascosto, perchè non c'è nell'agenda ufficiale, la sera prima della trattativa di Savoini, nei locali di proprietà di un soggetto sotto sanzioni, il suo parigrado Dmitry Kozak, che non può entrare nel territorio dell'Unione Europea. Lei si rende conto della gravità? E non ho sentito una parola".