Parroco di Pistoia porta i migranti in piscina. Scoppia il caso sul web

Una delle foto pubblicate dal prete sul suo profilo Fb.

E’ diventato un caso politico il bagno in piscina dei migranti. Un parroco di Pistoia, Massimo Biancalani, come premio per aver partecipato ad un’iniziativa di beneficienza porta un gruppo di migranti in piscina. E fino a qui niente di strano, ma posta anche su Facebook le immagini del bagno con questo messaggio: “E oggi piscina” Loro sono la mia patria, i razzisti e i fascisti i miei nemici”. Tanto è bastato per far scoppiare il putiferio.

Il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha rilanciato il post sulle sue pagine social: “Non è un fake, è tutto vero! Buon bagnetto!”. Reazioni contrariate sono arrivate anche dal segretario locale di Fratelli d’Italia che ha accusato don Biancalani di comportarsi non da prete ma da politico. Prende posizione anche il sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi, ex An, oggi FdI, che dopo aver espresso “ferma condanna delle offese delle minacce” rivolte al prete, ribadisce in ogni caso una ben definita scelta di campo: da condannare, dice è “anche ogni provocazione e presa di posizione che rischi di inasprire o, peggio, fomentare una guerra tra poveri in un clima sociale già teso per la condizione in cui si trovano milioni di famiglie, di giovani e di pensionati in Italia”.


La foto dei migranti nell’acqua della piscina, insomma, secondo il primo cittadino si poteva evitare, risultando una provocazione. “Occorre un cambio di rotta sulle politiche dell’accoglienza calate dall’alto, ormai non più sostenibili e che non fanno altro che esasperare una situazione sociale già difficile”, conclude Tomasi. Di diverso parare il senatore pistoiese Pd, Vannino Chiti, secondo cui “colpisce il silenzio della Chiesa ufficiale e di tante comunità e parrocchie cristiane”.

La voce della Chiesa è arrivata con un comunicato in cui il vescovo di Pistoia, Fausto Tardelli, fa sapere di aver “già espresso personalmente la sua vicinanza” al prete insultato, di non essere “disposto a permettere che un sacerdote della sua diocesi venga attaccato e insultato”, e però invitando tuttavia a “meditare” sull’uso dei social, optando per “uno stile comunicativo che inviti al dialogo”. Il post pubblicato sulla pagina Facebook del sacerdote è stato inondando di insulti e attacchi razzisti e il profilo del religioso è bloccato per 24 ore da Facebook.

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