## Parte confronto Pd-M5s per governo, domani primi incontri

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Roma, 22 ago. (askanews) - Parte, già da domani, il confronto tra Movimento 5 stelle e Pd per la possibile nascita di un nuovo governo. Dopo il lavorìo dei giorni scorsi degli "sherpa" dei due partiti, oggi con il termine delle consultazioni al Quirinale la trattativa diventa ufficiale.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo aver ascoltato tutti i partiti, ha comunicato stasera che a fronte della novità che "sono state avviate iniziative per una intesa in Parlamento per un nuovo governo" ha dato tempo fino a martedì per risolvere la crisi "con decisioni chiare e in tempi brevi". Al termine svolgerà nuove consultazioni e prenderà le sue decisioni.

Quindi ci sono poco più di quattro giorni per arrivare a una intesa eventuale. Di Maio, nelle dichiarazioni rilasciate dopo il colloquio con il Capo dello Stato aveva annunciato l'inizio delle "interlocuzioni necessarie per una maggioranza solida", senza però citare i Dem. Cosa che sul momento ha lasciato qualche dubbio sulla possibile volontà di non chiudere totalmente il 'forno' con la Lega. Poi però, all'assemblea dei gruppi, i vertici del Movimento hanno chiesto e ottenuto il mandato ad avviare la trattativa con il Pd. La priorità, per il capo politico del M5s, è non affossare la riforma della Costituzione, che aspetta la quarta e ultima votazione. "Il taglio dei parlamentari - per Di Maio - è il presupposto per il prosieguo della legislatura e per darle solidità". Una dichiarazione che sembra cozzare con quanto invece chiesto da Zingaretti, che tra i suoi 'paletti' ha inserito proprio "il pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa" a partire "dalla centralità del Parlamento", cioè lo stop alla riforma (almeno così come è scritta). La chiave per superare il problema potrebbe essere, spiega una fonte pentastellata, la modifica del provvedimento. Ciò comporterebbe il dover riprendere l'iter, da concludere comunque entro la legislatura.

Per il resto i nodi programmatici non sembrano insormontabili. Quella proposta oggi al Quirinale da Di Maio è una lista di dieci punti (dall'acqua bene comune allo stop all'aumento dell'Iva; dalla tutela dell'ambiente all'autonomia regionale "solidale") su cui le convergenze appaiono possibili. Zingaretti, da parte sua, vuole che sulla manovra economica i patti siano chiari fin da subito. Il segretario sa che il terreno è accidentato e scivoloso e bisogna andare "vedere le carte". Per questo quello che mostra è un cauto ottimismo. "Dalle proposte e dai principi da noi illustrati al Capo dello Stato e dalle parole e dai punti programmatici esposti da Di Maio - dice - emerge un quadro su cui si può sicuramente iniziare a lavorare". Più sbilanciata, invece, la posizione del capogruppo al Senato, il renziano Andrea Marcucci, secondo cui si potrà arrivare a "un programma rigoroso nei tempi celeri che vuole il Capo dello Stato".

Oltre al programma, però, martedì ci sarà da portare a Mattarella anche l'indicazione di un nuovo premier. Alcuni nomi (come quello della vicepresidente del Csm Marta Cartabia) già girano ma questo pare essere al momento un punto tutto da affrontare.