Parte il censimento delle dimore storiche italiane

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Costruire una mappa completa delle dimore storiche, pubbliche e private, presenti in Italia. E' questo l'obiettivo dell'accordo siglato oggi fra il direttore dell'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Mibact Carlo Birozzi e il presidente dell'Associazione Dimore Storiche Italiane Giacomo di Thiene. Un censimento congiunto dei beni culturali storico-architettonici italiani che prenderà il via dalla città di Roma e consentirà di pianificare interventi per valorizzare al meglio castelli, ville, palazzi, masserie, ma anche giardini, boschi e tenute agricole. Tutte risorse culturali, economiche e turistiche del nostro Paese.  

In dettaglio l'Iccd, Istituto che conduce le attività di ricerca, indirizzo, coordinamento tecnico-scientifico per la documentazione e la catalogazione dei beni culturali all’interno del Mibact, e l'Adsi, che ha la missione di promuovere la tutela e la valorizzazione degli immobili storici privati, uniranno da oggi le loro competenze e conoscenze per incrementare la banca dati sugli immobili vincolati, uno strumento essenziale per garantire la conoscenza e la conservazione di un patrimonio – immobiliare e paesaggistico - che non ha eguali al mondo.  

L’opera congiunta di catalogazione e digitalizzazione, realizzata attraverso il sistema informativo Sigecweb di Iccd e la piattaforma Vir-Vincoli in rete, offrirà un punto di accesso unico in cui studiosi, professionisti e cittadini potranno reperire informazioni dettagliate su tutti i beni culturali catalogati. Il censimento rappresenterà, inoltre, un strumento fondamentale per poter progettare e realizzare, in sinergia fra istituzioni pubbliche e attori privati, a livello locale e nazionale, programmi a medio e lungo termine ed interventi specifici.  

Secondo i dati ad oggi disponibili, infatti, il patrimonio immobiliare storico italiano soggetto a vincolo è costituito da circa 200.000 beni culturali, dei quali circa 30.000 privati, che rappresentano circa il 17% del capitale storico-artistico complessivo. Una concentrazione di beni storico-artistici che offre un contributo fondamentale all’economia, non solo delle città d’arte, ma anche dei centri minori e delle aree rurali. Un volano che si esprime, tra l’altro, attraverso una pluralità di attività, legate alla conservazione dei beni stessi, allo sviluppo di iniziative culturali e creative, alla produzione agricola ed enogastronomica, alla tutela del paesaggio e all’ospitalità turistica.  

Indiscusso l'impatto positivo delle dimore storiche considerato che, a livello europeo, solo nel 2018 ha mosso 52 milioni di visitatori, e generato un fatturato di 335 miliardi di euro con la creazione di 9 milioni di posti di lavoro. "L'Iccd ha già nella sua banca dati oltre 2,8 milioni di schede relative al patrimonio culturale italiano di cui possiede una importante documentazione fotografica, ma l’azione sistematica svolta con Adsi - sottolinea Carlo Birrozzi, Direttore Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione - sarà l’occasione per completare le lacune esistenti. La stessa idea di patrimonio culturale è in continua evoluzione, quindi, sarà possibile ricomprendere nel catalogo anche quanto fino ad ora non era considerato di interesse. L'Iccd sta predisponendo anche nuovi modelli di divulgazione e questa ricerca congiunta potrà essere immediatamente disponibile e valorizzata". 

"Il censimento dei beni immobiliari storici - evidenzia poi Giacomo di Thiene, presidente nazionale Adsi - è un passo molto importante e necessario, poiché consentirà di conoscere in maniera più completa e dettagliata quella straordinaria risorsa, capillarmente diffusa nel nostro territorio, che sono gli immobili vincolati. Ad oggi manca una stima esatta del potenziale che possono esprimere, se tutelate e valorizzate, e la catalogazione che andremo a realizzare consentirà di programmare nuove politiche integrate che vadano a beneficio di tutti i territori italiani, salvaguardando per le generazioni future questo patrimonio unico al mondo".