Parte il Conte bis

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Il governo giallorosso ha giurato. No a conflitti, ora mi aspetto lealtà ha messo subito in chiaro il premier Giuseppe Conte nel giorno del battesimo del suo secondo esecutivo. In occasione del primo Consiglio dei ministri, celebrato a Palazzo Chigi dopo il giuramento al Quirinale, secondo quanto si apprende da fonti di governo, il presidente del Consiglio si è rivolto a tutti i ministri, chiedendo "leale collaborazione". L'obiettivo del presidente del Consiglio è evitare quelle "sgrammaticature istituzionali" che avevano caratterizzato l'ultima fase del precedente esecutivo. Un messaggio voluto e non improvvisato quello del presidente del Consiglio, riferiscono le stesse fonti. La "leale collaborazione" auspicata da Conte andrà declinata sia sul piano dei provvedimenti sia su quello della comunicazione. E questo nuovo clima dovrà ispirare il lavoro e il comportamento di tutti i membri dell'esecutivo targato M5S-Pd-Leu, non solo quello del premier: "Nel governo che presiedo mi aspetto che questi tratti distintivi siano di tutto il governo e non solo miei", il senso delle parole di Conte. Nel frattempo, mentre il premier è al lavoro sul discorso con cui lunedì chiederà la fiducia alla Camera e, chiusa la trattativa per la squadra di governo si inizia a ragionare sul puzzle dei sottosegretari, il primo atto del nuovo esecutivo è arrivato segnando un cambio di rotta sui migranti: il consiglio dei ministri, su proposta del ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, ha esaminato nove leggi delle Regioni e delle Province Autonome e ha deliberato di impugnare la legge della Regione Friuli Venezia Giulia n. 9 dell'8 luglio 2019 recante 'Disposizioni multisettoriali per esigenze urgenti del territorio regionale'.  

La legge è stata impugnata, si osserva in una nota diffusa al termine del Cdm, "in quanto numerose disposizioni sono risultate eccedere dalle competenze statutarie della Regione. In particolare: alcune norme violano la competenza esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente, di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione; talune disposizioni in materia di immigrazione appaiono discriminatorie, in contrasto con i principi di cui all’articolo 3 della Costituzione e in violazione della competenza esclusiva statale nella materia di cui all’articolo 117, secondo comma lettera b) della Costituzione". 

Durante la prima riunione del Consiglio dei ministri è stato anche confermato il nome di Paolo Gentiloni come membro italiano della nuova commissione Ue. Una scelta che non è piaciuta a tutti in casa 5 Stelle dove i mugugni per le prime scelte dell'esecutivo soprattutto in chiave Ue non mancano. "Stiamo consegnando l'Italia al Pd in Europa. Non riconosco più il mio Movimento", tuona il collega Piernicola Pedicini. Per il deputato Andrea Colletti la nomina di Gentiloni "è il primo errore" del nuovo esecutivo. 

Allo stato Gentiloni, già presidente del Consiglio e ministro degli Esteri, potrebbe essere il nuovo Pierre Moscovici.