Parte l'assalto alla manovra: la guerra tra gli alleati di Governo dietro la valanga di emendamenti

Claudio Paudice

Con la presentazione dei 4500 emendamenti in Commissione Bilancio al Senato, inizia il consueto balletto parlamentare intorno alla manovra. Una valanga di proposte che sarà discussa solo in parte, e ancor meno verrà approvata. Ma può invece tornare utile in quella che al momento sembra sia l’unica cosa interessi alle forze di maggioranza: la guerra delle bandierine fatta di accuse reciproche e di recriminazioni. La dimostrazione di questa premura sta nella mole di emendamenti che fa capo ai soli partiti che sostengono il Governo Conte, poco meno di duemila. Tant’è che le opposizioni hanno buon gioco a mettere in luce l’incoerenza di tanta solerzia nel modificare un testo che i loro leader al Governo hanno licenziato pochi giorni fa. Il Partito Democratico ne ha presentati 921, il Movimento 5 Stelle 435, Italia Viva 240, altre centinaia arrivano dal gruppo Misto (di cui fa parte LeU) e dalle Autonomie.

Nulla di inedito: una lunga serie di micro-provvedimenti, aggiustamenti in corsa, rimodulazioni spesso proposte per tirare uno sgarbo agli alleati. In alcuni casi vere provocazioni, come l’idea di Italia Viva di abolire Quota 100, misura che il Governo ha già confermato di non voler toccare fino alla sua naturale scadenza, tra due anni. Il leader M5S Luigi Di Maio parla apertamente di “provocazioni”: “C’è qualcuno che deve avercela con i pensionati e con l’ambiente. Continuo a sentire provocazioni di ogni genere sull’abolizione di Quota 100 e sulla plastic tax. Oggi ne è arrivata un’altra che lascia il tempo che trova. Il MoVimento 5 Stelle l’ha difesa una volta e lo farà di nuovo. Se qualcuno pensa di riportare la Fornero, ha capito male”. 

Le misure che si punta a modificare sono quelle che hanno fatto già ampiamente discutere: sugar tax, plastic tax, tassa sulle auto aziendali su tutte. Per il partito di Matteo Renzi le micro-imposte vanno abolite in tronco. Diversi invece gli orientamenti dei gruppi al Senato Pd e M5S. I dem...

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