Party a Downing Street, Johnson si scusa: "Pensavo fosse lavoro"

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Manifestazione a Westminster, Londra, dopo lo scandalo party-gate (Photo by Dominic Lipinski/PA Images via Getty Images)
Manifestazione a Westminster, Londra, dopo lo scandalo party-gate (Photo by Dominic Lipinski/PA Images via Getty Images)

Per la prima volta dopo le rivelazioni del cosiddetto "partygate", festa organizzata nel giardino di Downing Street il 20 maggio 2020 (in pieno lockdown), il premier britannico Boris Johnson ha affrontato la Camera dei Comuni durante il consueto Question time settimanale.

Lo scandalo è scoppiato dopo la scoperta di una mail inviata dal segretario privato del premier, Martin Reynolds, a un centinaio di invitati in cui si esortavano i partecipanti a "portarsi da bere".

VIDEO - Nuova bufera su Boris Johnson. Spunta una mail inviata per il Garden-party del maggio del 2020

"Credevo implicitamente che fosse un evento di lavoro", ha risposto BoJo alla Camera, insistendo poi sul fatto che le regole non sarebbero state "tecnicamente violate", pur riconoscendo la rabbia del Paese.

Il "partygate" è diventato la più grande grana nei due anni e mezzo di Johnson al potere. Durante il primo lockdown nel Regno Unito, iniziato a marzo 2020 e durato più di due mesi, quasi tutti gli assembramenti erano stati vietati. Milioni di persone isolate dagli amici e dalla famiglia. Vietato all'epoca anche visitare i parenti morenti in ospedale. Con migliaia di multe dalla polizia per aver infranto il divieto di assembramento.

Leader dell'opposizione: "Johnson deve dimettersi"

Il leader dell'opposizione laburista Keir Starmer ha sfidato in Parlamento il premier conservatore Boris Johnson a dimettersi dopo l'ammissione di responsabilità per gli eventi svoltisi a Downing Street nel maggio 2020. 

Starmer ha definito le scuse di Johnson "senza valore", accusandolo di aver mentito alla Camera e al popolo britannico, scatenandone la furia. Johnson - in chiara difficoltà - ha replicato dicendo di assumersi la responsabilità, ma ha negato che l'evento sia stato un party, trincerandosi dietro i risultati di un'inchiesta interna.

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