Party-gate. BoJo si scusa a Westminster, i laburisti chiedono le dimissioni

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Prime Minister Boris Johnson speaks during speaks during Prime Minister's Questions in the House of Commons, London. Picture date: Wednesday January 12, 2022. (Photo by House of Commons/PA Images via Getty Images) (Photo: House of Commons - PA Images via Getty Images)
Prime Minister Boris Johnson speaks during speaks during Prime Minister's Questions in the House of Commons, London. Picture date: Wednesday January 12, 2022. (Photo by House of Commons/PA Images via Getty Images) (Photo: House of Commons - PA Images via Getty Images)

Il premier britannico Boris Johnson si è scusato in Parlamento per il cosiddetto ‘party gate’ legato a un incontro organizzato nel giardino di Downing Street nel maggio del 2020 quando il Regno Unito era ancora in lockdown. Egli ha insistito che le regole non sarebbero state “tecnicamente violate”, ma ha riconosciuto la rabbia del Paese.

Il leader dell’opposizione laburista Keir Starmer ha esortato il premier a dimettersi dopo l’ammissione di responsabilità. Starmer ha definito le scuse di Johnson “senza valore”, accusandolo di aver mentito alla Camera e al popolo britannico, scatenandone la furia.

Johnson - in chiara difficoltà - ha replicato dicendo di assumersi la responsabilità, ma ha negato che l’evento sia stato un party e si è trincerato dietro i risultati di un’inchiesta interna.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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