Pascarella (PascaProfit): "per economia globale ancora grandi sfide"

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Roma, 9 nov. (Labitalia) – "Lentamente l'economia globale si sta avvicinando al ritorno alla normalità, ma la classe politica e le imprese si trovano ad affrontare una transizione più difficile del previsto. Le banche centrali stanno tentando di fermare l'ascesa continua di un'inflazione che rischia di soffocare la crescita, intanto non mettono ancora mano ai tassi di interesse ai minimi ma si limitano a interrompere gli acquisti di obbligazioni iniziati proprio per dare forza a un'economia in ginocchio a causa dei lockdown". A dirlo Giuseppe Pascarella, uno dei principali esperti europei di analisi di società quotate in borsa negli Usa, ceo del gruppo PascaProfit e autore dei bestseller ‘Battere il benchmark’ e ‘Dove metto i miei soldi’, attraverso il quale promuove l’alfabetizzazione finanziaria in Italia.

"Le aziende – spiega l'esperto – non si aspettavano una domanda da parte dei consumatori così forte e i trilioni di stimoli arrivati nelle tasche dei cittadini hanno portato a una richiesta improvvisa di prodotti enorme. I circuiti produttivi fermi per quasi 8 mesi hanno causato interruzioni alle catene di approvvigionamento globali, che ora stanno peggiorando e i cui effetti potrebbero estendersi fino al 2022".

"Inoltre – osserva – il conseguente aumento dei prezzi, insieme alla lotta per assicurarsi materie prime e manodopera, stanno accumulando la pressione su numerose imprese e gravano su importanti economie europee tra cui l'Italia".

Il ceo del gruppo PascaProfit evidenzia come "la Cina è alle prese con fattori che potrebbero rallentare la crescita globale, ad esempio il contenimento del debito interno, e anche gli Stati Uniti stanno lottando, ad esempio nel porto californiano di Los Angeles, per tenere il passo con la calca dei container che arrivano ai suoi terminal, creando uno dei più grandi punti di strozzatura nella crisi della catena di approvvigionamento mondiale".

"Al momento – sottolinea – ci sono oltre 53 navi ferme lungo il porto di Los Angeles, e trasportano container che se messi l'uno affianco all'altro creerebbero una autostrada che partirebbe dal Sud della California e arriverebbe a Chicago".

"Per produrre un pezzo – ricorda – imballarlo, spedirlo oltre oceano, sbarcarlo e farlo arrivare sugli scaffali servono dai 12 ai 18 mesi. Questo, naturalmente, sta già avendo e avrà ripercussioni sempre più importanti per l'Italia. In vista del Natale non è affatto utopico pensare a delle festività con svariati prodotti mancanti sugli scaffali dei nostri supermercati".

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