I pasdaran iraniani stanno intensificando gli attacchi contro i curdi

AFP

AGI - Le forze rivoluzionarie iraniane, note come pasdaran, stanno intensificando gli attacchi e incrementando il proprio contingente in prossimità delle aree a maggioranza curda dell'Iran e al confine con l'Iraq. Secondo Teheran i gruppi separatisti curdi starebbero fomentando le proteste scoppiate all'interno del Paese per la morte di Mahsa Amini, la giovane curda arrestata per non aver indossato il velo in maniera corretta e uccisa mentre era in custodia dei pasdaran.

La conferma è arrivata da Mohammad Esmail Kowsari, parlamentare con un passato al comando dell'unità Sarallah dei pasdaran, incaricata della sicurezza della capitale Teheran. "Gruppi separatisti curdi come il partito democratico iraniano (PDKI), Komala e Pejak stanno cercando di prendere il controllo dei alcune aree del territorio iraniano", ha detto Kowsari.

Secondo il parlamentare pasdaran questa massiccia presenza di gruppi separatisti curdi nell'area avrebbe spinto Teheran a schierare i carri armati e lanciare attacchi con i droni per riportare la sicurezza al confine, in attesa di un'operazione di terra. Nel mirino di Teheran il Kurdistan iracheno, regione autonoma nel nord dell'Iraq.

La scorsa domenica, a una settimana dall'attentato che colpito il centro di Istanbul, la Turchia ha lanciato una offensiva aerea su larga scala mirata a colpire le postazioni dei separatisti curdi in Siria (Ypg) e Iraq (PKK). Quasi contemporaneamente la Repubblica Islamica dell'Iran ha intensificato la repressione delle manifestazioni in corso nelle città curde dell'ovest del Paese (sono 10 milioni i curdi in Iran ndr).

Non un caso, alla luce del fatto che il ministro degli Interni iraniano, Ahmad Vahidi, comandante pasdaran, ha parlato con il collega turco Suleyman Souly dei "nemici comuni ai due Paesi", invocando coordinamento tra i due Paesi nella lotta al separatismo curdo. Lo scorso martedi Teheran ha confermato la chiusura del confine di Haj Omran da parte dei pasdaran.

Presso lo stesso confine sono state ammassate truppe e artiglieria pesante e tutto lascia presagire a un'incursione in territorio iracheno. I gruppi Komala, Pejak e PDKI trovano rifugio nelle montuose province a nord del Kurdistan iracheno, il cui territorio viene diviso con il Pkk, formazione separatista in guerra con la Turchia e considerata terroristica da Usa e UE.

Il regime iraniano accusa i gruppi curdi di riparare in nord Iraq ma continuare a fomentare le proteste esplose per la morte di Mahsa Amini. Lo scorso martedi droni e razzi iraniani hanno colpito in territorio iracheno. Secondo Teheran nel mirino dei pasdaran è finita una "base utilizzata dai terroristi". Un attacco che ha ricevuto la condanna del Dipartimento di Stato Americano, che ha denunciato le "ripetute e palesi violazioni dell 'integrità territoriale irachena".

Proteste che hanno fatto eco alla rabbia del premier iracheno, Mohammed Shià Al Sudani, che ha denunciato le operazioni iraniane definite "illegali" e confermando che gli attacchi sono stati sferrati "senza il permesso delle autorità irachene" sia da parte della Turchia che dell'Iran.