A Pasqua del 2018 una furiosa lite familiare in quel di Trieste sfociò nel più tragico degli esiti

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Il tribunale di Trieste
Il tribunale di Trieste

Nel 2018 venne trovato accoltellato in casa, in queste ore sua moglie è stata condannata a 10 anni per un delitto dai contorni misteriosi. La sentenza è stata emessa dal Giudice per le Udienze preliminari del Tribunale di Trieste Massimo Tommassini. La toga ha inflitto 10 anni di reclusione alla settantenne Loredana Crasso, ritenuta responsabile dell’omicidio del marito Fulvio Visintin. La vittima era stata trovata uccisa da una coltellata all’addome il giorno di Pasqua del 2018 nella sua abitazione a Trieste.

Accoltellato in casa, condannata a 10 anni la moglie con rito abbreviato

Pare che quella violenza cieca fosse giunta al culmine di una furiosa lite proprio con la moglie. Secondo un clichet che purtroppo ha sempre più effetti nefasti. L’esito di quella “strana” vicenda si è comunque sostanziato in punto di diritto con il giudizio con rito abbreviato a carico dell’imputata, che nel procedimento a suo carico, informa il Piccolo, è stata difesa dall’avvocato Silvano Poli. Il rito abbreviato prevede un terzo di sconto di pena e il “congelamento” del fascicolo allo stato degli atti, senza integrazioni da cui le parti possano trovare giovamento procedurale.

Fu accoltellato in casa, moglie condannata a 10 anni con tutte le attenuanti

E il Gup ha inflitto quella condanna riconoscendo che le attenuanti generiche debbano prevalere su tutte le aggravanti, particolare non da poco, ai fini del “conteggio” per la condanna, che altrimenti avrebbe potuto essere fino a 12 anni e più. I media informano che la difesa ora è in attesa delle motivazioni della sentenza. Ma perché quello di Trieste di un crimine “strano”? Perché in effetti la dinamica di quell’accoltellamento non è mai stata chiarita del tutto dagli inquirenti, che hanno solo una reoconfessa.

Accoltellato in casa, condannata a 10 anni la moglie che si auto accusò

La cronaca nera rimanda a molte vicende in cui moglie e compagne esasperate superano il limite e reagiscono a vessazioni dando la morte. Addirittura in un primo momento si era pensato al suicidio della vittima sotto gli occhi della moglie proprio durante la lite di innesco del fatto reato. Tuttavia la donna si era auto accusata ed aveva confessato il crimine, sia pur non senza qualche perplessità degli inquirenti stessi in ordine all’attendibilità di quell’accusa rivolta dalla Crasso contro se stessa.

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