Passa emendamento al Recovery, in emergenza brevetti "congelati" su farmaci e vaccini

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(Photo: Andrew Aitchison via Getty Images)
(Photo: Andrew Aitchison via Getty Images)

Il Governo potrà obbligare temporaneamente i possessori di un brevetto relativo a medicinali o vaccini, considerati essenziali per la salute, a concederne l’uso ad altri soggetti qualora si trovi ad affrontare un’emergenza sanitaria. È quanto prevede un emendamento al dl Recovery approvato in commissione alla Camera, che apre alle cosiddette “licenze obbligatorie” per un periodo di tempo che non può superare i 12 mesi dalla fine dell’emergenza e sempre nel rispetto degli “obblighi internazionali e europei”.

L’emendamento, firmato dall’ex ministro Giulia Grillo, modifica il codice della proprietà industriale del 2005. “Nel caso di dichiarazione di stato di emergenza nazionale motivato da ragioni sanitare, per fare fronte a comprovate difficoltà nell’approvvigionamento di specifici medicinali o dispositivi medici ritenuti essenziali, - si legge - possono essere concesse, nel rispetto degli obblighi internazionali ed europei, licenze obbligatorie per l’uso non esclusivo, non alienabile e diretto prevalentemente all’approvvigionamento del mercato interno dei brevetti rilevanti, aventi validità vincolata al perdurare del periodo emergenziale o fino ad un massimo di 12 mesi dalla cessazione dello stesso”.

La licenza obbligatoria per i medicinali, spiega ancora il testo, ”è concessa con decreto emanato di intesa dal Ministro della salute e dal Ministro dello sviluppo economico, previo parere dell’Agenzia italiana del farmaco in merito all’essenzialità e alla disponibilità dei farmaci rispetto all’emergenza in corso e sentito il titolare dei diritti di proprietà intellettuale. Con il medesimo decreto è stabilita anche l’adeguata remunerazione a favore di quest’ultimo, determinata tenendo conto del valore economico dell’autorizzazione”.

La licenza obbligatoria per i dispositivi medici ”è concessa con decreto emanato di intesa dal Ministro della salute e dal Ministro dello sviluppo economico, previo parere dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali in merito all’essenzialità e alla disponibilità dei dispositivi rispetto all’emergenza sanitaria in corso e sentito il titolare dei diritti di proprietà intellettuale. Con il medesimo decreto è stabilita anche l’adeguata remunerazione a favore di quest’ultimo, determinata tenendo conto del valore economico dell’autorizzazione”.

“Si introduce finalmente in Italia lo strumento della licenza obbligatoria” spiega la deputata Giulia Grillo. “Difendiamo il diritto alla salute e non lediamo il diritto alla proprietà intellettuale”. “La licenza obbligatoria - aggiunge - è uno strumento straordinario che non può essere usato nell’ordinarietà ma che in caso di emergenza sanitaria dà allo Stato, concordando con l’azienda, la possibilità di usare quel farmaco o quel dispositivo medico necessari per l’emergenza. E’ una straordinarietà ben circoscritta”. Per Grillo la formula individuata ”è equilibrata e ne circoscrive l’utilizzo”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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