Passaporti vaccinali devono avere solide basi legali - authority privacy Ue

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Bandiere dell'Unione europea davanti alla sede della Commissione Ue a Bruxelles

BRUXELLES (Reuters) - I piani dei paesi dell'Unione europea per emettere certificati che mostrino che i cittadini sono stati vaccinati contro il Covid-19 dovrebbero essere avere una base legale che assicuri che sono necessari ed equi, secondo le autorità europee in materia di privacy.

Le authority europee per la protezione dei dati -- l'European data protection board (Edpb) e l'European data protection supervisor (Edps) -- hanno messo in guardia anche contro la creazione di un database centrale europeo ottenuto usando i dati di tali documenti.

Nazioni dipendenti dal turismo come Grecia, Spagna e Portogallo sperano che i certificati vaccinali possano rilanciare i viaggi internazionali e salvare la stagione estiva. Mentre alcuni Stati membri vorrebbero un approccio europeo alla questione, altri fanno piani a livello nazionale.

"Ogni misura adottata a livello nazionale o europeo che coinvolga il trattamento di dati personali deve rispettare i principi generali di effettività, necessità e proporzionalità", ha affermato Andrea Jelinek, a capo dell'Epdb, in un comunicato.

"Dunque, l'Edpb e l'Edps segnalano che qualsiasi ulteriore uso del Digital Green Certificate da parte degli Stati membri deve avere basi legali negli Stati membri e che tutte le necessarie salvaguardie legali siano in essere".

Il capo dell'Edps Wojciech Wiewiórowski ha dichiarato che l'uso dei documenti dovrebbe essere ristretto e che i documenti stessi dovrebbero essere eliminati alla fine della pandemia.

"Bisogna avere ben chiaro che la proposta non autorizza e non può condurre alla creazione di un database centralizzato europeo di dati personali di alcun tipo" ha aggiunto Wiewiórowski.

I garanti della privacy sostengono che i paesi europei dovrebbero autorizzare tre tipi di certificazioni vaccinali - per persone vaccinate, guarite o testate - in modo da evitare discriminazioni basate sui dati sanitari, e dunque una violazione dei diritti fondamentali.

(Tradotto da Luca Fratangelo a Danzica, in redazione a Milano Gianluca Semeraro, luca.fratangelo@thomsonreuters.com, +48587696613)