Passaporti vaccinali: ritorno alla normalità o nuovo problema?

di Natalie Thomas
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FILE PHOTO: The spread of the coronavirus disease (COVID-19) in Chesterfield

di Natalie Thomas

LONDRA (Reuters) - Governi e sviluppatori a livello mondiale stanno esplorando il potenziale uso di "passaporti vaccinali" per riaprire l'economia attraverso l'identificazione dei soggetti protetti contro il coronavirus.

Tuttavia gli sviluppatori di simili tecnologie temono effetti collaterali come la potenziale esclusione di interi gruppi dalla vita sociale, e stanno chiedendo ai governi di ponderare seriamente il loro uso.

I settori intrattenimento e viaggi, che hanno faticato a realizzare utili a causa dell'imposizione di restrizioni di distanziamento sociale, sono particolarmente interessati, vedendo simili strumenti come un modo per verificare rapidamente chi è protetto dal virus.

Tra gli sviluppatori di passaporti figurano l'azienda di dati biometrici iProov e la società di cybersicurezza Mvine, che hanno sviluppato un passaporto vaccinale ora in fase di sperimentazione presso il National Health Service britannico, dopo aver ricevuto finanziamenti governativi.

Andrew Bud, fondatore e Ceo di iProov, ritiene che i passaporti vaccinali necessitino in realtà di solo due informazioni.

"Una è: 'questa persona è stata vaccinata?' L'altra è: 'che aspetto ha questa persona?'"

Secondo Bud, basta collegare un volto allo stato di vaccinazione senza bisogno di ulteriori dati sull'identità della persona.

La conferma dello stato di vaccinazione del soggetto potrebbe aiutare la ripresa dell'economia dell'intrattenimento notturno, settore che fornisce circa 420.000 posti di lavoro nella città inglese di Manchester, secondo gli esperti.

"Dobbiamo pensare a come ritornare alla normalità", ha detto Sacha Lord, adviser del settore e co-fondatore di Parklife, popolare festival musicale di Manchester.

Anche se nel corso del 2020 ci sono stati esperimenti in concerti ed eventi rispettosi del distanziamento sociale, non sono risultati finanziariamente sostenibili, secondo Lord.

"Un evento non è un evento e un festival non è un festival, a meno che tu non stia spalla a spalla con i tuoi amici", ha aggiunto.

"Non ritengo che dovremmo costringere le persone a usare passaporti vaccinali. Credo che dovrebbe essere una scelta. Ma all'ingresso, senza un passaporto, forniremo un'opzione alternativa", ha detto Lord, suggerendo il possibile uso di test rapidi per il Covid-19.

Bud ha detto che i certificati di vaccinazione sono già in fase di distribuzione in alcuni paesi e negli Stati Uniti sono stati utilizzati pass sanitari forniti dal settore medico privato per gli spettatori di eventi sportivi.

"Ritengo che i certificati di vaccinazione sollevino grandi questioni in termini sociali e politici. Il nostro compito è di fornire la base tecnologica per realizzare passaporti e certificati vaccinali ... Non giudicare se siano una buona idea o meno", ha aggiunto.

Secondo Bud, potrebbero emergere potenziali difficoltà in termini di discriminazione, privilegio e di esclusione dei più giovani, che saranno tra gli ultimi ad essere vaccinate. Di conseguenza, ha aggiunto, il governo britannico sta considerando attentamente la situazione.

(Tradotto da Redazione Danzica, in Redazione a Roma Francesca Piscioneri, enrico.sciacovelli@thomsonreuters.com, +48587696613)