Passeggera blocca il treno: "Non ho Green pass e non scendo"

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Passeggera blocca il treno:
Passeggera blocca il treno: "Non ho Green pass e non scendo"(Photo by Fabrizio Villa/Getty Images)

Mentre solo due giorni fa un’ordinanza del Ministero della Salute ha deciso che nelle stazioni italiane, quando possibile, il controllo del certificato verde deve essere effettuato preferibilmente prima di salire sul treno, da Roma Termini arriva il caso di una passeggera che ha bloccato un convoglio dell'alta velocità perché si è rifiutata di esibire il Green pass.

Ora al vaglio dei giudici, la vicenda è accaduta lo scorso settembre su un treno alta velocità Italo partito da Reggio Calabria con destinazione Milano.

Il capotreno a Roma Termini ha richiesto l’intervento della Polfer dopo che una passeggera in viaggio per la Lombardia sulla carrozza 7 è risultata sprovvista di Green pass al momento della verifica biglietti. La donna ha riferito agli agenti di aver effettuato un tampone antigenico rapido il giorno prima esibendo "una riproduzione fotografica" del test, "consistente in una stampa con i dettagli dello scatto" e "un’autodichiarazione sostitutiva della certificazione Green pass".

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Così, i poliziotti le hanno spiegato che quella "prova" non è valida perché non ci sono riferimenti precisi né alla persona né ai tempi e la invitano a scendere. La passeggera ha poi rifiutato di prendere i suoi bagagli per abbandonare il treno Italo, facendo accumulare un ritardo di 20 minuti sulla tabella di marcia. 

Una volta convinta a scendere, la donna è stata accompagnata negli uffici della Polfer e sanzionata per la violazione della normativa anti-coronavirus. Denunciata anche per interruzione di pubblico servizio, la passeggera si è poi rivolta al Tar del Lazio per chiedere l’annullamento della multa della Polfer e per ottenere "la disapplicazione" del decreto-legge sul Green pass, ritenendolo in contrasto sia "con il Regolamento dell’Unione europea del Parlamento e del Consiglio del 14 giugno 2021" sia "con l’articolo 191, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea".

I magistrati del Tar hanno però evidenziato il difetto di giurisdizione, passando il caso ai colleghi del Tribunale ordinario.

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