Passi avanti nella lotta all'evasione fiscale ma restano squilibri. Il giudizio della Ue sull'Italia

Massimo Maugeri

Passi avanti nella lotta all'evasione fiscale e sulle politiche attive del mercato del lavoro, stallo sul fronte delle riforme previdenziali. E soprattutto male i conti pubblici, visto che l'Italia assieme a Grecia e Cipro rimane uno dei paesi con "squilibri macroeconomici eccessivi" e il debito continua a crescere, anche se il governo sta lavorando per ridurlo. È questo il giudizio della Commissione europea nel suo rapporto d'inverno sui paesi europei.

Nel rapporto dell'esecutivo Ue si riconosce all'Italia di avere fatto alcuni progressi nell'affrontare le raccomandazioni specifiche per paese del 2019, soprattutto sull'evasione fiscale grazie alla mancata di fatturazione, all'obbligo dell'utilizzo di pagamenti elettronici e ponendo soglie legali più basse per i pagamenti in contanti. Alcuni progressi sono stati fatti sul mercato del lavoro attivo e le politiche sociali, in particolare, per i giovani e i gruppi vulnerabili.

Ma dall'altro lato l'Italia non ha fatto alcun progresso nell'attuare le riforme pensionistiche precedenti, per ridurre la quota delle pensioni di vecchiaia nella spesa pubblica e creare spazio per altre spese sociali e di crescita. Nessun passo avanti nemmeno sulla concorrenza. La Commissione pero' promuove la riforma Bonafede sulla giustizia, che considera come una "benvenuta" e ricorda che il testo entrato in vigore a gennaio e' "in linea con una raccomandazione specifica per il Paese formulata da tempo".

Tuttavia, aggiunge Bruxelles, "serviranno misure per aumentare l'efficienza soprattutto al livello di appello, dove ancora circa il 25% dei procedimenti è stato dichiarato prescritto nel 2018". E l'esecutivo conferma infine che la miniera del Sulcis in Sardegna e l'ex Ilva di Taranto: sono i due siti italiani che possono rientrare nel fondo di transizione equa del green deal.

Il punto dolente però resta quello dei conti pubblici: l'Italia conserva il primato negativo di secondo paese più indebitato d'Europa e la Commissione conferma le sue "preoccupazioni" per i paesi ad alto debito. Perché ciò crea "situazioni di criticita'". I piani del governo tuttavia ammette Bruxelles "stanno diventando più compatibili con la riduzione del debito".

La mancata crescita e la zavorra del debito potrebbe portare l'Italia ad affrontare con grosse difficoltà le conseguenze economiche dell'emergenza coronavirus. Secondo Paolo Gentiloni, l'impatto dell'epidemia non è calcolabile al momento e dipenderà dalla durata, ma di certo le conseguenze saranno "enormi" sia sull'economia globale che su quella europea. E l'Italia potrebbe pagare un prezzo pesante.