Pasta senza errori, 10 consigli dei pastai per cottura perfetta

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 10 mar. (askanews) - Boom di consumi di pasta nel 2020: secondo un'elaborazione di Unione Italiana Food su dati IRI, nell'ultimo anno i consumi domestici di pasta sono aumentati del 5,5% a volume e del 10% a valore. Ma gli italiani, che amano tanto la pasta, sanno anche cucinarla alla perfezione? I pastai di Unione Italiana Food hanno elaborato 10 consigli per una cottura perfetta e le 5 cose da non fare mai. Innanzitutto, non aggiungere olio in cottura: non serve e potrebbe rendere più critico il legame della pasta con il condimento. L'olio EVO andrebbe aggiunto solo a fine cottura per creare l'emulsione perfetta. Per evitare che si attacchi basta mescolarla con attenzione, specie nei primi minuti di cottura.

Ancora, mettere abbondante acqua nella pentola: se l'acqua non è sufficiente, rischia di cuocere in modo non uniforme, scotta fuori e cruda dentro. Mai sciacquare la pasta per fermare la cottura: si perde il sapore amidoso. Per freddarla basta scolarla qualche minuto prima e lasciarla raffreddare. Non aggiungere mai sale quando la pasta è quasi cotta: il sale va messo appena l'acqua bolle e prima di calare la pasta. se aggiunto troppo tardi l'acqua salata non idraterà in modo uniforme e fino alla sua "anima" la pasta. Infine, bisogna tenere presente che ogni formato si comporta diversamente in cottura. Il minutaggio, la percentuale di proteine, la sua trafila e la lavorazione indicati in confezione sono un indizio, ma comprendere la sua architettura ci darà indizi su come rilascerà il suo amido e come farle raggiungere il suo dente. Per esempio, piegare lo spaghetto per farlo entrare in pentola entro i primi 90 secondi perché cuocia in modo uniforme, scolare in anticipo i formati più grandi per evitare che si rompano, prestare attenzione alle alette delle linguine per controllare il rilascio dell'amido e così via.

Ed ecco i 10 consigli dei pastai per una cottura perfetta: 1- QUANTA ACQUA PER 100G DI PASTA? La giusta quantità di acqua consente alla pasta di cuocere in modo omogeneo senza attaccarsi e con un perfetto grado di salatura. La regola della nonna è che per ogni etto di pasta serve un litro d'acqua. Oggi la qualità della pasta è più alta di 40 o 50 anni fa e rilascia meno amido in cottura e possiamo anche cuocere il nostro etto di pasta in 0,7 litri di acqua. Cuocere la pasta in meno acqua concentrerà l'amido e renderà più facile legare con il condimento

2- L'ACQUA DI COTTURA. Un mestolo di acqua di cottura andrebbe sempre tenuto da parte nel caso la pasta si asciugasse troppo o per legare la pasta con il condimento in mantecatura. Ma l'acqua residua si può riutilizzare anche dopo che ha fatto il suo "dovere", ad esempio, per la cottura al vapore o come base per brodi, zuppe e minestre.

3- OCCHIO ALLA TRASPARENZA DELL'ACQUA. È opaca? È trasparente? Di norma la pasta italiana, per la tenacità della semola di grano duro, in cottura è la più "trasparente" del mondo. Ma alcune produzioni vengono "progettate" per rilasciare più amido e favorire la mantecatura.

4- IL SALE. Va aggiunto quando l'acqua inizia a bollire vistosamente e prima di buttare la pasta. La quantità consigliata varia dai 7 ai 10 grammi per ogni etto di pasta. Si può ridurre ulteriormente se il condimento è già sapido, o se il formato di pasta scelto richiede tempi di cottura più lunghi. Meglio il sale grosso o quello fino? È lo stesso, ma a parità di volume, un cucchiaio di sale fino contiene più cloruro di sodio rispetto al sale grosso.

5- LA PASTA IN PENTOLA. Anche questa gestualità è un'arte: la pasta non si butta, ma va calata delicatamente, per evitare che si rompa o si fessuri. Va messa in pentola tutta insieme e solo quando l'acqua è effettivamente in ebollizione e mescolata spesso con un mestolo di legno durante i primi minuti di cottura, per non farla attaccare. Girarla delicatamente permetterà all'acqua di avvolgere la pasta uniformemente.

6- MENTRE CUOCE. Anche quando cuoce, la pasta andrebbe sempre tenuta d'occhio. Oltre ai check visivi sull'acqua di cottura, la qualità della pasta si sente anche con il naso: un buon profumo di grano è un indizio della qualità del prodotto.

7- LA PENTOLA E IL MESTOLO. Da scegliere in base al formato e alla quantità di acqua necessaria. La pasta corta si accontenta di una casseruola larga e bassa, mentre per linguine, bucatini, spaghetti & co è preferibile sceglierne una dai bordi alti, da riempire con acqua non oltre i due terzi della capienza, per evitare che il liquido fuoriesca in cottura. Nei primi minuti di cottura va mescolata con delicatezza con un mestolo di legno per evitare che si attacchi o si sfaldi. E se lo appoggiamo sul bordo della pentola è un salva-fornelli perfetto: la differenza di temperatura tra l'utensile e l'acqua in ebollizione fermerà la fuoriuscita del liquido.

8- COPERCHIO. La pentola va coperta per accelerare il bollore dell'acqua, ma quando si butta la pasta, il coperchio andrebbe sempre tolto. La pasta si cuoce scoperta, a meno che non la stiamo facendo in pentola a pressione o con cottura passiva.

9- LO SCOLAPASTA. La pasta continua a cuocere anche dopo essere stata scolata e per mantenerla al dente al momento dell'assaggio bisogna tenerne conto in preparazione. Andrà scolata con qualche minuto di anticipo se pianifichiamo di legarla in padella con il condimento, mentre una pasta fredda andrebbe tolta dal fuoco a due terzi di cottura e messa in un recipiente per la cottura a campana.

10. QUALCHE ACCORTEZZA IN PIÙ. I formati più grossi, come conchiglioni, fusilloni e paccheri andrebbero cotti con attenzione per evitare che si rompano o perdano la forma. Un pacchero rotto o "seduto", la cui struttura cede fino a far unire e sovrapporre i due lati, è uno degli incubi del maestro pastaio. Per evitare che si rompa e che la forma resti quella ottimale, basta spegnere il fuoco qualche minuto prima del tempo di cottura consigliato e concluderla cottura a fuoco spento e pentola coperta.