Patriarca di Venezia: sfiorare le tragedie non può essere routine

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Roma, 21 nov. (askanews) - "Sfiorare le tragedie a Venezia non può diventare routine, quasi come fosse un appuntamento da mettere in agenda". Lo ha detto il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia nell'omelia della messa solenne in occasione della festa liturgica della Madonna della Salute celebrata nella basilica veneziana della Salute alla presenza del Capitolo metropolitano, delle Congregazioni del Clero, dei sacerdoti e dei fedeli veneziani nonché delle autorità cittadine (civili e militari).

"Quest'anno viviamo una festa della Salute molto particolare, dopo quanto è successo nella notte fra 12 e il 13 novembre e nei giorni successivi", ha detto Moraglia. "Si è sfiorata la tragedia e un nuovo campanello d'allarme è risuonato forte; speriamo sia stato ascoltato. Siamo, quindi, ai piedi della nostra Madonna della Salute per dirLe il nostro grazie filiale".

Sfiorare le tragedie a Venezia non può diventare routine, quasi come fosse un appuntamento da mettere in agenda", ha detto il Patriarca. "Il 29 ottobre 2018 - solo poco più di 365 giorni fa - era successo un evento non proprio uguale ma simile a quello dell'altra notte, un evento che aveva già richiamato la tristemente famosa 'aqua granda' del 1966", ha ricordato. "Negli ultimi mesi, poi, l'agenda delle tragedie sfiorate ha avuto altri appuntamenti: il 2 giugno e il 7 luglio, per ben due volte, prima nel canale della Giudecca e poi in Riva Sette Martiri. Non si può dire: non lo sapevamo. E, come abitanti di Venezia, non possiamo più appellarci o rassegnarci alle 'fatalità' o alle "concomitanze anomale". La città che tutti amiamo non va più considerata come qualcosa da cui ricavare solo profitto; certo, la città deve offrire lavoro e reddito, in particolare ai suoi abitanti, ma non può essere considerata merce da vendere".(Segue)