Patriarca di Venezia: sfiorare le tragedie non può essere routine -2-

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Roma, 21 nov. (askanews) - "Sogniamo, quindi, una città a misura d'uomo, abitata da bambini, anziani, famiglie e che si offre al mondo e ai visitatori secondo una proposta turistica sostenibile. Porre in alternativa 'lavoro' e 'vivibilità' non è accettabile; non vogliamo e non dobbiamo seguire l'esempio di altre città che ora si trovano a fare i conti con un passato che grava pesantemente sul loro presente e sul loro futuro", ha detto il patriarca. "Speriamo - dicevo all'inizio - che l'ennesimo e grave allarme risuonato in questi giorni generi effetti concreti e positivi in tutti, anche nel mondo della politica; qualche segnale - soprattutto un'unità di azione tanto delle forze d'opposizione quanto di maggioranza - fa ben sperare. Ringrazio, in particolare, il presidente della Repubblica Mattarella che, anche nelle ultime ore, ha sollecitato a non 'lasciar soli i veneziani' insieme alla necessità e all'urgenza - sono parole sue - di 'mettere in sicurezza una realtà tra le più belle e ammirate del mondo intero. Blocchi e ritardi non sono ulteriormente accettabili'".

"Come veneziani - seppur feriti - vogliamo rialzarci e rialzare la città; è stata una buona notizia, per la città di domani, vedere tanti ragazzi che, rimboccate le maniche, hanno incominciato a togliere acqua da negozi, magazzini e abitazioni, aiutando gli altri e dando loro un segno di concreta attenzione. Grazie, ancora, a questi ragazzi veri angeli dell'acqua alta".