Patrimoniale, titoli e pensioni: saremo tartassati?

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Il Fondo Monetario Internazionale ha proposto ai governi di introdurre - in via temporanea- una patrimoniale sui redditi alti o i grandi patrimoni per sostenere la ripresa e dare un concreto segnale di "solidarietà" nei confronti di coloro che economicamente sono stati più colpiti dal Covid. Una riforma della tassazione complessiva, insomma, che riduca le disuguaglianze che la pandemia ha accentuato e rilanci un'economia più forte e inclusiva.

The logo of the International Monetary Fund is visible on their building, Monday, April 5, 2021, in Washington. The IMF and the World Bank open their virtual spring meetings. (AP Photo/Andrew Harnik)
(AP Photo/Andrew Harnik)

"I governi - scrive il Fmi nel Fiscal Monitor - potrebbero valutare un contributo temporaneo da destinare per la ripresa da Covid, tassando i redditi più alti o i patrimoni". "Per realizzare le risorse necessarie per migliorare l'accesso ai servizi di base, ampliare le reti di sicurezza e raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, sono necessarie riforme sulla tassazione nazionali e internazionali, specialmente sfruttando slancio della ripresa", aggiunge il Fmi.

Se messa in atto dal governo, una tassa patrimoniale potrebbe prendere forme diverse, dal prelievo una tantum sul conto corrente per chi ha redditi alti a tassazioni aggiuntive sulla casa o i grandi investimenti finanziari, fino ad un'aliquota aggiuntiva sulle fasce più ricche dei contribuenti. 

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Per esempio, il governo potrebbe prendere in considerazione di aumentare l'imposta di bollo che è già attualmente in vigore sui depositi titoli dei correntisti e che è pari allo 0,2 percento sul contro valore di mercato rilevabile l'ultimo giorno dell'anno o del trimestre.

Oppure agire sul rialzo di altre tasse patrimoniali che gli italiani già oggi pagano, dall'IMU sulla seconda casa al bollo auto. L'IMU per ora è applicata soltanto sulle seconde case ma, sulla scia dell'invito del Fmi a qualcuno potrebbe venir voglia di spremere ulteriori risorse dal settore immobiliare e dalle prime case.

Altro bersaglio potrebbero essere le pensioni d'oro, cui potrebbe essere applicata un'aliquota più alta poter recuperare risorse nell'ottica di ridistribuire la ricchezza. Sul tema la Corte Costituzionale si è recentemente espressa, legittimando il contributo di solidarietà sugli assegni solo per tre anni e facendo comunque salvo il trattamento minimo di 100.000 euro lordi annui.

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