Patronati, a 20 anni da legge riflettere su ruolo facilitatori per accesso al welfare

·2 minuto per la lettura
default featured image 3 1200x900
default featured image 3 1200x900

Roma, 30 mar. (Adnkronos/Labitalia) – "A 20 anni dalla legge 152 del 2001, la norma che ridefiniva le attività dei patronati al servizio dei cittadini, è ora di riflettere sul ruolo di facilitatori per l'accesso al welfare che queste strutture sostengono". E' quanto si legge in una nota congiunta 50 & Più Enasco (Confcommercio), Acai-Enas, Acli, Enac (Uci), Enapa (Confagricoltura), Encal-Cisal (Cisal), Epaca (Coldiretti), Epas (Fna), Epasa-Itaco (Cna – Confesercenti), Inac (Cia), Inapa (Confartigianato), Inas (Cisl), Inca (Cgil), Inpal (Aic), Ital (Uil), Labor (Confeuro), Sbr (Unione sindacati autonomi sudtirolesi), Senas (fed. naz. Usppi agricoltura – Unione artigiani italiani), Sias (Mcl).

"I patronati – spiega – fanno il punto restando in prima linea, con 15.496 operatrici e operatori attivi in 6.979 sedi, sul territorio, dove la prossimità, nell’anno della pandemia, si è rivelata un fattore quanto mai cruciale. Permettere ai cittadini di usufruire di centinaia di misure, dalla disoccupazione ai bonus Covid, dagli assegni familiari alla pensione, passando per centinaia di altri strumenti previdenziali e socio-assistenziali, è e resta la mission dei patronati, veri promotori di coesione sociale".

"Solo nel 2020 – ricorda la nota – queste strutture hanno gestito milioni di pratiche consentendo alle persone di avere risposta a esigenze sociali importanti. Un lavoro vitale, soprattutto in un anno così difficile per tantissime persone: lo dimostrano i milioni di pratiche, trattate da queste realtà, molte delle quali necessarie per far accedere i cittadini a misure di contrasto alla povertà e alle conseguenze della pandemia".

"Il 2020 – sottolinea – ha dimostrato ancora una volta la grande capacità di queste strutture di adeguarsi con professionalità alle esigenze che i mutamenti sociali impongono, talvolta, come in questo ultimo anno, con un’accelerazione vertiginosa".

"A 20 anni – continua – dalla legge che inquadrava il ruolo dei patronati, un ruolo che la Costituzione definisce di interesse pubblico per i cittadini, l’impegno tiene il passo con i tempi, una vocazione che richiede sforzi sempre maggiori per continuare a rispondere alle istanze sociali del Paese".

"Per questo oggi – commenta – nella ricorrenza del ventennale della legge di riforma dei patronati, è giusto chiedere alle istituzioni di sostenere questa rete che ogni giorno tutela i diritti di milioni di persone, per costruire insieme un futuro di equità sociale per l'Italia".