Patroni Griffi: il servizio giustizia ha un costo

Cro/Ska

Roma, 28 set. (askanews) - Il Presidente del Consiglio di Stato Filippo Patroni Griffi, ospite della terza ed ultima giornata della I edizione del Lex & The City, a Verona, intervistato da Maurizio Battista de L'Arena e dal Presidente Veneto degli avvocati amministrativisti Stefano Bigolaro ha risposto a diverse domande tra pubblico e privato, sulla giustizia amministrativa e ha anche affrontato temi attuali come quello della recente sentenza della Consulta sul fine vita sottolineando come "talvolta il giudice si deve pronunciare nel vuoto legislativo. A distanza di un anno dal monito della Corte, infatti, il Parlamento non aveva ancora legiferato e la Consulta è dovuta intervenire, assumendosi in proprio la responsabilità della decisione".

Rispondendo alle domande dell'avv. Bigolaro sui tempi della giustizia amministrativa, molto più celere rispetto a quella civile e penale ha sottolineato come "i tempi medi della giustizia sono molto più rapidi, soprattutto in alcuni settori di maggiore rilievo per l'economia, dove sono previsti riti accelerati; in materia di appalti pubblici il tempo medio (dati del 2018) è in primo grado di 261 giorni e in CDS di 311 giorni. Inoltre, nei giudizi elettorali, i tempi medi di decisione sono da 6 a 153 giorni per il primo grado e da 3 a 134 giorni al CDS. Per quanto riguarda la violazione delle norme sulla trasparenza e l'accesso ai documenti, i tempi medi sono 174 giorni in primo grado e 362 giorni al CDS. Il giudizio cautelare, che richiede la celebrazione di un'udienza in camera di consiglio e la decisione collegiale, ha tempi molto celeri: 49 giorni in primo grado e 40 giorni al CDS. Infine, occorre rilevare che in Italia, a differenza che in molti altri ordinamenti, non vi sono filtri per l'accesso al secondo grado".

All'avvocato Bigolaro, che ha replicato sottolinenando che un freno all'accesso e' rappresentato dall'onere del contributo unificato, il Presidente del Consiglio di Stato ha risposto che "il servizio giustizia ha un costo, così come per la sanità pubblica si paga un ticket". "Del resto, prosegue Patroni Griffi, se avessimo un accesso alla giustizia gratuito, non saremmo in grado di garantire un servizio efficiente e tempi tanto celeri, perché chiunque ricorrerebbe al giudice amministrativo anche per questioni bagattellari. Il problema è sempre la ragionevolezza. I costi medi del contributo d'accesso devono essere ragionevoli e quindi potrebbe essere opportuno una rimodulazione delle relative fasce".