Patto Aukus, Sisci: "Sarà vero tema del G20, non l'Afghanistan"

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Aukus, l'alleanza militare tra Stati Uniti, Regno Unito e Australia, "sarà il vero tema del G20" di fine ottobre, non l'Afghanistan, in mano ai Talebani dopo il ritiro delle forze internazionali, perché "oggettivamente è il problema di ieri" e "il problema di oggi è Aukus" con il presidente Joe Biden che ha "aperto subito un'altra partita, molto più grande di quella dell'Afghanistan". Risponde così all'Adnkronos Francesco Sisci, sinologo, professore di geopolitica alla Luiss, dopo il patto "tra tre Paesi anglosassoni, già partner molto forti", annunciato ieri per "contrastare la Cina".

Per Sisci si tratta del "primo nucleo di quello che negli anni 40 sarebbe diventata la Nato". Una mossa che ha suscitato l'irritazione della Francia e la rabbia di Pechino, che si sente sempre più sotto "assedio", che vede minacciati i suoi obiettivi da Taiwan (isola "ribelle" da "riunificare") al Mar cinese meridionale e che "non sappiamo quali reazioni avrà" nel concreto dopo la risposta della diplomazia.

Sisci parla di quello che considera un "segnale in più, un passo in avanti importante", parla di quello che potrebbe essere "un nucleo di un'alleanza più vasta di contrasto alla Cina nella regione", mentre resta da capire "che rapporto avrà Aukus con il Giappone", che vanta già un'alleanza militare con gli Usa, "con l'India, il Vietnam e la Corea del Sud". E se "nella regione sembra nessuno si opponga a questa nuova alleanza", ben diverso è il discorso in Europa.

"Aukus salta la Nato e - osserva - il vero problema è che marginalizza i Paesi europei, tranne il Regno Unito, da un'enorme, grande partita in atto, la partita dell'Asia". "Può essere utile tenersi lontano da questa partita se - prosegue - c'è un disegno strategico dei Paesi europei, ma se questo avviene perché stiamo ancora pensando all'Afghanistan, mentre in realtà il problema è altrove, allora è grave".

Intanto si avvicinano le elezioni del 26 settembre in Germania. Sisci parla della "fine di una vecchia politica estera tedesca" e ne vede un segnale nella vicenda della fregata della marina militare tedesca 'Bayern' che si è vista rifiutare l'approdo dai cinesi "perché è passata dal Mar cinese meridionale", una mossa che per Pechino equivale a "violazione delle acque territoriali cinesi". Ma quel passaggio, sottolinea ancora l'esperto, significa che "molte cose sono in movimento anche in Germania" e che "nel G20 potremmo avere una Germania molto diversa da quella di Angela Merkel rispetto alla Cina".

Poi c'è la Francia. Un "problema industriale-commerciale", rileva Sisci, perché Aukus prevede di dotare l'Australia di una flotta di sottomarini a propulsione nucleare, con la capacità di pattugliare l'intera regione del Pacifico, snobbando i francesi. "La Francia non è felice ed è ragionevole, ma non è un problema strategico. E' un problema limitato", osserva, affermando di "non credere affatto alla storia della Difesa europea", bollata senza mezzi termini come una "idea senza gambe".

Perché? "Costa - risponde - E uno dei problemi della Nato è che gli europei insistono a non voler portare le loro spese per la difesa al 2% del Pil, mentre una Difesa europea significherebbe passare ben oltre il 2% del Pil. Dove sono i soldi? Dove c'è la volontà politica di spiegarlo agli elettori?".

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