Patto Usa-Giappone “contro aggressioni e coercizioni della Cina”

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Roma, 17 mar. (askanews) – Rafforzare e rinnovare l’alleanza fra Stati Uniti e Giappone per contrastare la Cina, sempre più aggressiva sullo scacchiere internazionale: è l’impegno confermato a Tokyo dal segretario di Stato americano Antony Blinken e dal capo del Pentagono Lloyd Austin ai loro omologhi giapponesi nella prima missione all’estero della nuova amministrazione Usa di Joe Biden. Una destinazione non casuale, per recapitare un messaggio chiaro a Pechino: Stati Uniti e Giappone hanno capacità, piani e concetti operativi per fornire un deterrente credibile nei confronti del colosso asiatico.

Antony Blinken non ha usato mezzi termini: “La Cina usa la coercizione e l’aggressione per erodere sistematicamente l’autonomia di Hong Kong, minare la democrazia a Taiwan, conculcare i diritti umani nello Xinjiang e in Tibet e affermare rivendicazioni marittime nel Mar cinese meridionale che violano il diritto internazionale.

“Siamo uniti nella visione di una regione Indo-Pacifica aperta e libera, in cui i paesi seguono le regole, cooperano in tutti i modi possibili e risolvono le loro controversie pacificamente. In particolare, reagiremo se necessario quando la Cina usa la coercizione e l’aggressione per raggiungere i suoi fini”.

In una dichiarazione congiunta, Blinken, Austin e le loro controparti giapponesi, Toshimitsu Motegi e Nobuo Kishi hanno espresso “serie preoccupazioni” per il comportamento della Cina e per i “recenti sviluppi dirompenti nella regione, come la legge della Guardia costiera cinese”.

Questa legge, adottata da Pechino il primo febbraio, ha sollevato gravi preoccupazioni a Tokyo perché le navi della Guardia costiera cinese si sono ripetutamente introdotte nelle acque giapponesi intorno all’arcipelago delle isole Senkaku nel tentativo evidente di minare il controllo di Tokyo.