Paura ad alta quota, muore il copilota in volo

Il Boeing 737-800, poco dopo, è atterrato, ma ad aspettarlo c’era un’ambulanza, risultato purtroppo inutile. (Credits – Getty Images)

Drammatico epilogo per il volo 1353 della American Airlines, proveniente da Dallas e atteso all’aeroporto di Albuquerque. A pochi minuti dall’atterraggio, infatti, il copilota dell’aereo si è sentito male ed è morto ai comandi del velivolo.

Mancavano tre chilometri all’arrivo ad Albuquerque quando il pilota ha comunicato alla torre di controllo che il suo secondo aveva avuto un “problema di salute”. Il Boeing 737-800, poco dopo, è atterrato, ma ad aspettarlo c’era un’ambulanza, risultato purtroppo inutile.

Il copilota William Grubbs, infatti, poco prima dell’atterraggio si era accasciato nella cabina di pilotaggio privo di sensi e, come racconta la CNN, dopo l’atterraggio i paramedici hanno tentato di soccorrere l’uomo per mezz’ora, dovendo alla fine dichiararne il decesso.

Scherzi del destino, già nel 2015 un pilota della American Airlines morì durante il viaggio tra Phoenix e Boston, e anche in quel caso il copilota riuscì a proseguire il volo in sicurezza. “Daremo tutto l’appoggio necessario ai familiari e ai colleghi dell’ufficiale Grubbs” ha annunciato la compagnia aerea in un comunicato stampa.

Per fortuna, comunque, il dramma che ha colpito il volo da Dallas ad Albuquerque non si è trasformato in tragedia,con il pilota che ha potuto guidare il veivolo senza problemi fino all’atterraggio, con i passeggeri che non si sono resi conto dell’accaduto.

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