Paura Covid in Germania, oltre 50 mila casi in 24 ore e 235 vittime

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AGI - Alla luce della decisa crescita dei contagi in Germania, "il Robert Koch Institut consiglia urgentemente di annullare o evitare, ma anche di ridurre tutti i contatti non necessari". "L'attuale sviluppo è estremamente preoccupante, e c'è da temere che possa verificarsi un ulteriore aumento di malattie e di casi di morte", scrive ancora l'Rki, secondo il quale "da subito" i cittadini tedeschi dovrebbero mettere in pratica "possibilmente tutti le misure applicabili", tra cui la riduzione dei contatti, le mascherine anti-Covid, il rispetto della distanza minima, l'areazione ripetuta degli ambienti interni. 

Sono oltre 50 mila i nuovi contagi nelle 24 ore, e 235 vittime. Numeri che hanno riportato la paura in Germania: innanzitutto perchè rappresentano il picco in assoluto più alto di infezioni da Covid-19 dall'inizio della pandemia, e poi perchè si tratta di una crescita esponenziale. Ieri erano 39.676 i casi di coronavirus segnalati dall'Rki, mentre l'incidenza settimanale dei contagi su 100 mila abitanti segna il record per il quarto giorno consecutivo, sfiorando quota 249,1 e cominciano ad arrivare segnalazioni di cliniche costrette a spostare in avanti le operazioni non urgenti (l'ospedale berlinese della Charitè già ieri ne aveva annunciato l'annullamento fino a nuovo ordine).

Le raccomandazion del Koch Institut - precisa il centro - valgono "anche per i vaccinati e chi è guarito" dal Covid. In un'intervista, il presidente dell'Rki, Lothar Wieler, ha affermato che l'applicazione della regola del '2G' (accesso ai locali pubblici e agli spazi comuni solo a chi è immunizzato o guarito) puo' spingere massicciamente ad aumentare la campagna vaccinale in Germania: "Così si potrebbe convincere una gran parte dei circa 16 milioni di persone sopra i 12 anni che ancora non sono state vaccinate", dato che "dovrebbero decidere se vogliono rimanere escluse dalla vita pubblica. Non puo' essere che i non vaccinati influenzino in dimensioni così grandi come attualmente è il caso".

Scholz: "Spingiamo nella stessa direzione per mettere al sicuro l'inverno"

"Dobbiamo tutti spingere nella stessa direzione, solo così mettiamo a sicuro l'inverno", ha commentato accorato Olaf Scholz. è questo il clima nel quale al Bundestag si è iniziato a discutere del progetto di legge anti-Covid elaborato dai partiti alle prese con la formazione di un governo 'semaforo', ossia Spd, Verdi e liberali. Il cancelliere 'in pectorè Scholz davanti ai deputati scandisce il suo appello a vaccinarsi: "Il virus è ancora tra noi e minaccia la salute dei cittadini. Anche se la situazione è diversa rispetto al passato, proprio perchè molte persone si sono immunizzati, non è ancora buona". Il problema è la percentuale di vaccinati in Germania, con la quota dei completamente immunizzati che sembra inchiodata da tempo al 67,5: in pratica, oltre il 22% della popolazione adulta del Paese non ha avuto neanche una dose di siero anti-Covid. Per questo serve "un'altra grande campagna di vaccinazione condivisa da tutti", insiste Scholz, che chiede un maggior impegno da parte di tutti (a cominciare dai Laender) perchè decollino anche le somministrazioni 'booster': "Dev'essere fatto tutto il possibile affinchè milioni di cittadini ottengano le terze dosi: questo è il nostro compito nelle prossime settimane".

Ma non solo. L'attuale vicecancelliere e ministro alle Finanze vuole spingere all'adozione di un modello 'green pass' anche in Germania: l'idea è di applicare le regole del '3G' (accesso solo ai vaccinati, a chi è guarito dal virus e a coloro che presentano un recente tampone negativo) sui posti di lavoro, e di un ordinamento '2G' (solo vaccinati e guariti) nei ristoranti, nei bari e in generale nei luoghi pubblici. "Fondamentale" anche mantenere l'obbligo di mascherine, il distanziamento sociale e le altre "regole igieniche" necessarie a tenere sotto controllo il virus, dice il socialdemocratico. Un altro dietrofront annunciato è quello del ritorno ai tamponi rapidi gratuiti, sospesi appena un mese fa proprio con la speranza di indurre più persone a vaccinarsi.

Ma anche se Scholz parla da cancelliere in pectore, tecnicamente c'è ancora un altro governo in carica, quello guidato da Angela Merkel: in una specie di anticipo di staffetta, è il probabile successore della cancelliera a rendere noto che si terrà giovedì prossimo il vertice tra governo federale e i governatori dei Laender per decidere le nuove mosse anti-pandemia a fronte di una curva tornata a schizzare in alto. 

Appena due giorni fa la cancelliera aveva ribadito la sua "grande preoccupazione" per la risorgenza dei contagi, con il più ascoltato dei virologi tedeschi, Christian Drosten, che aveva evocato la possibilità di nuove forme di lockdown per scongiurare uno scenario con "altri 100 mila morti". Rimane la polemica sull'intenzione dei partiti 'semaforo' (ossia che presumibilmente formeranno il futuro governo) di far scadere il 25 novembre, come originariamente previsto, lo stato d'emergenza epidemico nazionale: stando al loro progetto di legge, Spd, Verdi e liberali dell'Fdp vogliono mettere mano alla legge sulla protezione dalle infezioni in modo da permettere di poter varare comunque nuove misure volte a contrastare la pandemia.

Ma ai partiti dell'unione Cdu/Csu, sempre più nei panni dell'opposizione, non basta: a detta del capogruppo Ralph Brinkhaus l'idea di far scadere lo stato d'emergenza epidemica è una "negazione della realtà", un "segnale completamente sbagliato".

Il problema è anche che in Germania, a causa della sua struttura federale, le regole anti-Covid variano in tutti i Laender: nel Baden Wuerttemberg, per esempio, la regola delle '2G' scatterà appena si superano i 390 pazienti nelle terapie intensive, rendendo inaccessibili ristoranti, cinema, musei, teatri, cerimonie religiose e feste di Paese a chi non è vaccinato. In Baviera vale - anche dai parrucchieri e in palestra - il principio del '3G', che oltre ai vaccinati e i guariti dal Covi ammette l'accesso ai locali anche a chi presenta un tampone molecolare che non vada oltre le 48 ore. Invece a Berlino, da lunedì prossimo, per andare al ristorante o alla sauna il tampone rapido negativo non basterà più.

Non sorprendentemente, si è scatenato il dibattito sui mercatini di Natale, in Germania un vero e proprio totem: tra i tanti, è il governatore della Sassonia, Michael Kretschmer, a chiederne la chiusura: "è inimmaginabile che si stia lì a bere il vin brulè mentre gli ospedali tornano a riempirsi", ha scandito. Alcuni mercatini già stati annullati. Un altro piccolo trauma per la Germania.

 

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