Paura degli asintomatici? La lezione della nave Diamond Princess

webinfo@adnkronos.com

Dobbiamo avere paura dei "fantasmi", ossia dei portatori asintomatici del coronavirus Sars-CoV-2? "Identifichiamo chi ha i sintomi e facciamo un'attenta azione di tracciamento dei contatti", perché così anche "i fantasmi saranno costretti a comparire". E' la strategia indicata dall'epidemiologo dell'università di Pisa Pierluigi Lopalco, a capo della task force coronavirus della Regione Puglia, sulla base di uno studio pubblicato sul 'New England Journal of Medicine' che analizza l'epidemia di Covid-19 scoppiata in febbraio sulla nave da crociera Diamond Princess, ancorata nella baia di Yokohama in Giappone.  

"Tecnicamente - ricorda Lopalco su Facebook - si definiscono 'portatori' del virus, ma nel gergo ormai consolidato della pandemia di Covid-19 sono conosciuti come 'gli asintomatici'. Portatore è chi si infetta e quindi alberga un microrganismo a sua insaputa. Il portatore, in quanto soggetto infetto, può essere variamente contagioso. Il portatore può esserlo in fase di incubazione di malattia (prima di mostrare sintomi) o durante la convalescenza (dopo che i sintomi si sono risolti). Ma lo stato di portatore può anche essere il risultato di un'infezione del tutto inapparente: il portatore, cioè, non ha e non avrà mai i sintomi della malattia". 

Alla domanda "chi sono, quanti sono e che ruolo hanno i portatori nella diffusione del Sars-CoV-2" aiuta a rispondere il caso Diamond Princess. Gli autori del lavoro sul 'Nejm' "hanno individuato e descritto un gruppo di 96 passeggeri asintomatici che sono risultati positivi al test e quindi trasferiti in ospedale, insieme a 32 loro compagni di cabina (negativi al test) - illustra Lopalco - Undici di questi 96 (11,5%) hanno dopo poco mostrato i sintomi di malattia: erano cioè portatori in incubazione. Gli altri sono rimasti asintomatici fino alla negativizzazione del test, che è avvenuta in media dopo 9 giorni. Dei 32 compagni di cabina, che sono stati quindi sicuramente esposti a un portatore asintomatico, 8 sono poi risultati anch'essi positivi (25%)". 

Cinque, secondo Lopalco, le conclusioni che si possono trarre da questa esperienza: "Gli asintomatici svolgono un ruolo importante nel sostenere la presenza del virus in una comunità; sono molti i portatori che non sviluppano alcun sintomo (quasi il 90% in questa casistica) e restano dunque asintomatici; la contagiosità di questi casi probabilmente non è altissima, visto che solo il 25% dei compagni di cabina di un soggetto sicuramente positivo ha poi contratto l'infezione; le persone contagiate da asintomatici sono anch'esse restate asintomatiche (pochini in questo studio per trarre conclusioni); portatori giovani adulti risolvono l'infezione inapparente entro una settimana", mentre "i portatori per periodi più lunghi hanno un'età solitamente superiore a 60 anni". 

"Allora, dobbiamo avere paura dei fantasmi? Non direi - risponde l'epidemiologo - considerando che questi casi asintomatici si riferiscono comunque a un focolaio epidemico che ha coinvolto centinaia di casi sintomatici".