La paura del buio non è solo dei bambini. Ecco come affrontarla

Non è detto che la paura del buio sia soltanto un problema relativo ai bambini più piccoli: spesso infatti si riscontra anche tra gli adulti. Non è una fobia semplice da affrontare ma ci sono delle soluzioni per superarla.

Prima di tutto occorre conoscere di cosa si tratta. La paura del buio è tipica dell’età infantile, con la prima comparsa all’età di circa due anni e una sempre minor incidenza seguendo le fasi della crescita. A 9 anni il buio comincia a non creare più timore, nella maggioranza dei casi. I bambini più piccoli credono che nel buio si annidino mostri, animali o altre figure fantastiche di cui sentono parlare. Per questo motivo chiedono l’aiuto dei genitori: la loro presenza scaccia tutto quanto. Ed è anche per questo che alcuni chiedono di tenere la luce accesa…

Se invece la fobia del buio rimane anche in età avanzata, allora è probabilmente derivata da un evento traumatico (soprattutto se in età preadolescenziale). La portata di questo evento provoca effetti che variano dalla preoccupazione più o meno conscia fino ad arrivare nei casi più gravi anche ad attacchi di panico o di ansia.

La paura del buio si può sconfiggere (GETTY)

Questo è ciò che è capitato all’attrice Corinne Cléry, ad esempio. A 11 anni un’amica di famiglia gravemente depressa si era chiusa nel proprio stanzino a bere e rovinarsi – nonostante il tentativo d’aiuto offertole – quando una notte decise di andare a farsi un giro per casa al buio, strisciando le proprie pantofole. Corinne, i suoi fratelli e la baby sitter si rifugiarono in bagno, credendo che la donna si fosse alzata per far loro del male. In seguito, il buio è diventata la fobia di Corinne; in un’occasione, rimasta da sola al buio in una sera d’inverno, svenne per il panico.

Paura del buio (Getty)

I rimedi per sconfiggere questa paura possono essere materiali e “immateriali”. Ad esempio si può riordinare le stanze “buie” della casa in modo che siano rassicuranti e familiari, così che anche in mancanza di luce non diano la sensazione di un luogo inaspettato. Dal punto di vista terapeutico, invece, va ricercata la causa primaria della fobia. Una volta trovata, è necessario rielaborarla, anche attraverso l’aiuto psicologico, per comprenderne il significato inconscio. In alcuni casi si può arrivare alla prescrizione di farmaci ipnoinducenti, prescritti dal proprio medico e utilizzati per poco tempo, al fine proprio di riuscire ad addormentarsi in siutuazioni di buio. Per questo motivo è consigliato, per chiunque soffra di questo problema, di parlare con un medico o con uno specialista; è risaputo infatti che tenersi dentro questa come altre paure riduce la possibilità di risolverle prima di andare incontro a situazioni di stress.

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