Pavia, falso vino Doc: cinque arresti

webinfo@adnkronos.com

Adulteravano il vino, aggiungendo aromi, zuccheri e anidride carbonica vietati nella produzione vinicola, falsandone odori e sapori in modo da imitare i profumi delle tipologie tipiche dell’Oltrepò Pavese. Cinque persone, fra titolari di aziende vinicole e cantine sociali ed enologi, sono state arrestate dai carabinieri e dalla Guardia di finanza di Pavia, con l'accusa di frode in commercio nel settore vinicolo attuata da una nota cantina della Provincia di Pavia. Le cinque persone sono finite agli arresti domiciliari, mentre per altre due è stato disposto l'obbligo di firma.  

Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti e dal sostituto procuratore Paolo Mazza, hanno permesso di scoprire che i vertici di una cantina pavese, con il concorso di enologi di fiducia, hanno messo in commercio vino spacciato per Doc, a denominazione di origine controllata, e Igp o Igt, a indicazione geografica protetta e indicazione geografica tipica, ma in realtà contraffatto per quantità, qualità e origine. Fra gli altri reati contestati anche l’emissione di fatture false, che servivano a giustificare quantitativi di vini etichettabili con denominazioni pregiate, non presenti in magazzino, e sostituiti dal produttore con vini di qualità inferiore, alterati e destinati alla vendita come vini di tipologie tipiche dell’Oltrepò Pavese.  

Nel corso delle indagini sono state eseguite anche 28 perquisizioni domiciliari, locali e personali nei confronti di altrettante persone fisiche, aziende acquirenti del vino e laboratori di analisi compiacenti nelle province di Asti, Cremona, Piacenza, Verona, Vicenza e Trento.