Pazienti oncologici: 30% poco informato su vaccini. Eccetto anti-covid

Image from askanews web site
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Roma, 14 giu. (askanews) - Tante parole, pochi fatti. L'informazione in tema di vaccini e vaccinazioni anti-Covid, anti-pneumococcico, anti-influenzale, anti-Herpes zoster ed altre offerte ai pazienti oncologici manca ancora di sufficiente qualità, quantità e chiarezza. È quanto emerge da una indagine promossa dalla Rete Oncologica Pazienti Italia (ROPI), condotta nelle oncologie italiane in oltre 300 pazienti (di età compresa tra 18 e over 70 anni, il 75% donne) con l'obiettivo di valutare la sensibilità al tema vaccini. Visti i risultati quello che più sorprende è che circa il 70% degli intervistati ha un livello di istruzione media inferiore/superiore. Ad una prima lettura appare una buona conoscenza sull'utilità delle vaccinazioni in temine di efficacia e protezione: il 90% del campione considera le vaccinazioni efficaci per la prevenzione delle malattie infettive. E oltre il 70% le ritiene sicure. Tuttavia un 8% le ritiene rischiose e ben il 21% di pazienti non ha una opinione in merito. Ma questa 'sicurezza' dichiarata non è affatto confermata dalla pratica: il 40% dei pazienti oncologici intervistati, anche prima della malattia, non si è mai sottoposto a vaccinazione anti-influenzale, il 21% all'antitetanica, ben il 59% all'anti-pneumococcica e l'88% all'anti-herpes zoster.

In controtendenza, il 96% dei pazienti si è invece sottoposto alla vaccinazione anti-COVID, di cui l'83% alle tre dosi e il 2% anche alla quarta. Dati che invitano la classe medica non solo ad una comunicazione più attenta, ma anche a verificare che poi alle chiacchiere seguano i fatti. I risultati dell'indagine saranno presentati domani, 15 giugno alle 16,30 nel corso dell'evento webinar: "La vaccinazione nei pazienti oncologici", promosso da ROPI con il contributo educazionale di GSK.

"I pazienti oncologici sono maggiormente esposti a contrarre alcune malattie infettive, fra queste l'influenza stagionale, la polmonite pneumococcica e le altre forme cliniche causate dallo Streptococcus pneumoniae, COVID-19 e l'Herpes Zoster - spiega Stefania Gori, Presidente di ROPI e direttore del dipartimento oncologico dell'IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (VR) -e in caso di contagio richiedere la sospensione temporanea) delle terapie antitumorali, con quanto ciò comporta o avere un decorso più grave rispetto alla popolazione. Ovvero le malattie infettive, anche le più 'banali', possono presentare un rischio più elevato di complicazioni, necessità di ospedalizzazione, di decesso. La somministrazione di vaccini specifici e sicuri sono la misura preventiva da raccomandare al paziente oncologico, immunocompromesso per definizione, per ridurre le complicanze gravi e la mortalità. Eppure, i pazienti oncologici non sono sufficientemente informati riguardo all'efficacia protettiva dei vaccini come sembrano confermare i dati della nostra indagine. Per questo sono necessarie azioni di sensibilizzazione mirate e capillari".

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