Pc e smartphone aziendali inquinano il doppio dei data center

Agf

AGI - La tecnologia adottata dalle aziende, tra pc, smartphone, data center e cloud, è responsabile dell'emissione di circa 350-400 Mt CO2e (megatoni di gas equivalenti a CO2). Tanto o poco? Secondo il report “The green IT revolution: A blueprint for CIOs to combat climate change”, a cura di McKinsey & Company, “le emissioni generate dalla componente tecnologica delle aziende sono molto più consistenti di quanto comunemente si creda”.

Equivalgono infatti a circa l'1% delle emissioni globali di gas serra, più o meno quanto il carbonio emesso dall'intero Regno Unito. In altri termini: l'IT pesa circa la metà di settori particolarmente inquinanti come l'aviazione o il trasporto marittimo.

Il report sottolinea che le emissioni arrivano da fonti “inattese”. I dispositivi degli utenti finali (come pc, smartphone, tablet e stampanti) “generano a livello globale 1,5- 2 volte più emissioni di carbonio rispetto ai data center”. Cioè fino al doppio rispetto ai data center on-premise (ossia quelli locali).

I motivi - spiegano i ricercatori di McKinsey - sono due. Primo: i server sono pochi rispetto all'enorme quantità di dispositivi. Presi uno per uno, laptop e telefoni consumano poco. Ma, cumulati, generano - dalla produzione allo smaltimento - un volume di emissioni notevole. Secondo: i dispositivi hanno un ciclo di vita più breve. Gli smartphone vengono cambiati in media ogni due anni, i laptop ogni quattro. La vita media di un server è invece di cinque anni. E si sta allungando.

Da qui al 2027, le emissioni prodotte da smartphone aziendali e compagnia sono destinate ad aumentare del 12,8% all'anno. Sottovalutare il loro impatto ritarda il cambiamento. Il report sottolinea, infatti, quante e quali azioni concrete possono adottare i chief information officer per ridurre emissioni e tagliare i costi energetici.

Le aziende possono ottimizzare sia il numero che l'utilizzo dei dispositivi, selezionare quelli più ecologici, allungare il loro ciclo di vita (anche attraverso riparazione e riuso), impegnarsi di più nel riciclo (l'89% delle organizzazioni ricicla meno del 10% del proprio hardware). Risultato: le emissioni dei dispositivi aziendali potrebbero dimezzarsi.

In parallelo, si può migliorare anche la sostenibilità dei propri server: “Con una migrazione ponderata e un utilizzo ottimizzato del cloud - affermano i ricercatori - le aziende potrebbero ridurre le emissioni di anidride carbonica dei propri data center di oltre il 55% o di circa 40 megatoni di CO2e a livello mondiale, l'equivalente delle emissioni di anidride carbonica della Svizzera”.