Pd al lavoro per candidare Zingaretti a Roma. L'incognita è il caos nei 5 Stelle

·Politics reporter, L'Huffington post
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ROME, ITALY - MARCH 08: President of the Lazio region Nicola Zingaretti attends the presentation of the Health Train, made by the Ferrovie dello Stato Italiane group (FS Italiane) during the COVID-19 pandemic emergency, at the Termini railway station, on March 8, 2021 in Rome, Italy. The train consists of 8 carriages and 21 intensive care places. Healthcare workers have bio-containment stretchers, oxygen dispensers and resuscitation equipment available to be used both at the station and during transport from one place to another. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images) (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)
ROME, ITALY - MARCH 08: President of the Lazio region Nicola Zingaretti attends the presentation of the Health Train, made by the Ferrovie dello Stato Italiane group (FS Italiane) during the COVID-19 pandemic emergency, at the Termini railway station, on March 8, 2021 in Rome, Italy. The train consists of 8 carriages and 21 intensive care places. Healthcare workers have bio-containment stretchers, oxygen dispensers and resuscitation equipment available to be used both at the station and during transport from one place to another. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images) (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)

L’indizio lo fornisce Francesco Boccia, il responsabile Enti locali del Pd che sta seguendo la trattativa sulle elezioni regionali e amministrative: “La legge va rispettata, non chiede a un sindaco quando si candida a presidente di Regione di dimettersi, così come non lo chiede ad un presidente di Regione. Ci si dimette solo quando si ha un altro incarico”. È un assist a Nicola Zingaretti, governatore del Lazio, che non ha ancora sciolto la riserva sulla sua possibile candidatura a sindaco di Roma - tanto è vero che lo stesso Roberto Gualtieri, anche lui in lizza, frena e non si espone. Certo è che se si candida l’ex segretario, è difficile che qualcuno possa entrare in competizione con lui. Se così fosse non sarebbero necessarie le sue dimissioni, perché appunto come ha spiegato Boccia non sono previste da alcune legge. Potrebbe casomai lasciare La Pisana a settembre per andare poi alle elezioni a ottobre. Intanto formalmente i dem lavorano alle regole e alla data delle primarie, che potrebbero essere il 20 giugno o al massimo il 27.

Tutto questo percorso che porterebbe Zingaretti alla candidatura però è pieno di ostacoli e varianti. Primo fra tutti il Movimento 5 Stelle. Come si è detto da alcuni giorni è partito l’ultimo assalto tra i partiti del centrosinistra per cercare di convincere il governatore del Lazio ad accettare di correre per Palazzo Senatorio, ma l’ex segretario Pd, spiegano fonti qualificate, potrebbe ragionare sulla questione solo qualora ci fosse la garanzia che il suo coinvolgimento in Campidoglio non porterebbe all’uscita del M5s dalla giunta regionale, decretando di fatto la fine della maggioranza nel parlamentino del Lazio.

Al momento, infatti, con le tensioni interne al Movimento 5 Stelle e la transizione alla leadership di Giuseppe Conte non ancora compiuta, nessuno tra i 5 Stelle appare in grado di fornire questa gara...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.